#16 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

EMANUELA NAVA

 

 

SOGNANO L’INDIA – Piemme Junior – 2003

Khurshid ha undici anni e vive in Italia. Il suo nome vuol dire ‘sole’ e l’India, il paese in cui è nato, è piena di sole e di storie magiche. L’Italia all’inizio gli sembra fredda e silenziosa come la neve. Non sarebbe meglio tornare a scaldarsi al sole dell’India? Forse no, perché in Italia ci sono il calcio, il Natale e una mamma con la faccia da strega che fa ridere a crepapelle e sa raccontare bellissime storie.

CHI E’ STATO – Lapis – 2007

Da un imprevisto nasce un’amicizia! Ecco cosa succede quando ci sono un bambino, il suo pupazzo e quattro allegri ladruncoli… Un libro che offre ai più piccoli la possibilità di leggere ancor prima di imparare a leggere. Le immagini ricche di dettagli permettono infatti di seguire facilmente lo svolgimento della storia, nonostante la totale assenza di testi. 

L’ALBERO E IL BAMBINO – Piemme Junior – 2009

C’era un albero e c’era un bambino… L’albero, potente e silenzioso, osserva il bambino inventarsi ogni giorno un gioco nuovo. Passano le stagioni e, mentre le foglie crescono, muoiono e rinascono, il bambino diventa grande. Parte per un lungo viaggio ma sa che il suo amico sarà sempre lì ad aspettarlo. 

MAMMA NASTRINO, PAPA’ LUNA – Piemme Junior – 2006

Le mamme possono fare le astronaute, le dottoresse o le esploratrici, i papà possono andare in Africa a dorso di cammello o in America a ballare con gli indiani… non importa quanto siano lontani, perché il loro cuore è sempre in un posto: a casa, dai loro bambini! 

DOVE SI NASCONDONO I BAMBINI – Piemme Junior – 2007

Dove si nascondono i bambini prima di nascere? Nelle uovo di cioccolato? Nei cassetti delle calze? Nei campanelli delle bicilette? Nelle custodie dei violini? O forse sul pianeta 1-2-3 Stella?

UNA STORIA BELLISSIMA – Carthusia – 2008

Un viaggio sul pianeta Terra attraverso le emozioni che gli elementi naturali sanno suscitare. Un viaggio fatto di colori, profumi, silenzi e suoni, raccontato con le parole di una scrittrice e le immagini forti ed evocative dei bambini. “Una storia bellissima” nasce dall’incontro tra un illustratore naturalistico, Gionata Alfieri, 51 bambini delle classi di prima elementare della scuola Primaria “E. De Amicis” di Marcallo con Casone e una scrittrice, Emanuela Nava. Emanuela Nava ha scritto i testi e i 51 bambini, sotto la guida di Gionata Alfieri, hanno realizzato i disegni. 

Makeda e il re bambino : il Museumgrandtour racconta ai ragazzi di popoli e territorio – Carthusia – 2009

Dalla lontana Etiopia, dal leggendario viaggio della principessa Makeda e dalla proverbiale saggezza del Re Bambino inizia il lungo viaggio che ci riporta a casa. Museumgrandtour è il più grande sistema museale Territoriale Lazio ed è una rete che riunisce musei e siti archeologici di 17 comuni, di cui la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini è l’ente capofila. Il suo obiettivo è valorizzare il patrimonio storico-artistico, archeologico, demoantropologico, scientifico e culturale dell’area attraverso la cooperazione tra gli istituti del territorio. Questo volume, in formato pieghevole, è parte di una collana di quattro titoli ideati per promuovere tale patrimonio

Giardino comanda color : a spasso tra suoni, profumi, emozioni in quattro giardini d’arte e d’incanto – Carthusia – 2009

Che colori comanda oggi la strega? Il verde della natura che abbraccia tutti. L’azzurro del cielo che si riflette negli specchi di Niki. Il bronzo dei quadri trappola di Daniel sospesi tra la pioggia e la neve. Il ferro delle sculture di Paul che suonano tra i soffi del vento. Il colore di tutti i materiali poveri di Rodolfo, arte oltre il tempo e lo spazio. Benvenuti Signori Bambini tra i colori dell’arte e della natura. Benvenuti tra le sculture da abitare. Benvenuti nei quattro giardini magici, dove l’acqua balla e il vento trema. Benvenuti: le porte si aprono per voi. 

 

 

Emanuela Nava è nata a Milano, dove vive e lavora. È stata sceneggiatrice tv. Ha pubblicato e pubblica numerosi libri per la letteratura dell’infanzia con le più importanti case editrici italiane. Ha lavorato per cinque anni nell’Equipe dell’Albero Azzurro, il programma tv della Rai per i più piccoli. E’ formatrice e si occupa da tempo di preparare alla lettura a voce alta per adulti. E per i bambini che avranno poi il piacere di ascoltarli. Quelli di Emanuela Nava non possono essere definiti corsi“teatrali”: “non impariamo a recitare, ma solo a comprendere la verità dell’immaginazione. Poi se si vuol recitare, utilizzare vocine e vocioni, va tutto bene, purché lo si faccia solo dopo avere compreso la potenza che hanno le parole”.

 

Quando i bambini dormono, 
E la luna e le stelle illuminano le case, 
Nelle camere vibra la musica della Terra e del Cielo. 
Fruscii, sussurri, mormorii. 
Sono i giocattoli che sognano i sogni dei bambini: 
Altalene, scivoli, corse matte alla luce del sole. 
La bellezza del mondo non va mai a dormire.

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# 15 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Opono

Hai paura della tua Ombra?

Zim

 

 

 TRAMA

Opono è una dolce ed introversa ragazzina afflitta da tante paure. Anzi: da tutte le paure! Se Peter Pan cercava di riunirsi alla sua ombra, lei cerca invece disperatamente di liberarsene.  Perché la sua è un’Ombra (con la O maiuscola) ingombrante da portarsi dietro.
L’Ombra, irriverente ed estroversa, l’opposto della stessa Opono, trova mortalmente divertente tormentarla in ogni modo. Le loro storie si intrecciano, tavola dopo tavola, tra realtà ed allucinazione. Tanto è tutto un sogno. Anzi, no: un incubo.
Le strip umoristiche (e tragiche…) delle vicende di Opono contro l’Ombra malefica.

 

RECENSIONE

Opono è una ragazzina nerissima, tormentata da tante paure, rappresentate…dalla sua Ombra! Un’adolescente complessata con i problemi di tutti gli adolescenti, che ogni volta rimane imbrigliata in qualche disavventura, ma ne esce sempre sana e salva. Le fobie di questa ragazzina sono rappresentate dall’Ombra cattiva che la segue e sembra materializzare di volta in volta le paura di Opono, fino ad ucciderla. L’Ombra è una compagna fedele della protagonista, un’amica, ma folle. Nel corso del fumetto, infatti, Opono muore – in diversi modi – e torna sempre in vita: certo perché è solo un sogno, anzi, un incubo! Un incubo per lei, un sorriso amaro per il lettore, perché Opono ci mette di fronte a diverse paure, del nucleare, di un mostro, della morte…dell’Ombra e ci porta a riflettere su cosa è capace di creare la mente umana fino a farci soffocare e a non fidarci neppure della nostra ombra.

L’autrice, Ilaria Facchi, in arte Zim, nel fumetto dà vita a tutte le paure che possono angustiare un adolescente o, più ampiamente, l’uomo, e lo fa con un umorismo nero, come la protagonista, diretto e freddo. Un umorismo teso ad esorcizzare le nostre paure e a permetterci di camminare tranquilli senza temere di guardare dietro e trovare la nostra ombra pronta a d ucciderci.

Le tavole colpiscono lo stomaco del lettore che non rimane indifferente alle angosce e agli incubi e partecipa alle tragicomiche peripezie di questa piccola adolescente complessata, cui pare non possa andarne bene una. Nel fumetto non ci sono dialoghi e il lettore è spettatore di un film muto, le tavole in sequenza raccontano le disavventure di Opono e basta girare le pagine per immergersi nel suo mondo “pauroso”.

Autore: Ilaria ‘Zim’ Facchi 

Editore: Sbam! Libri

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 64 pp. a colori, brossura con alette

Genere:  strip umoristiche nere

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 15+

 

CITAZIONI

 

Paola S.

#14 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Io prima di te

Jojo Moyes

 

 

Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

  

TRAMA

Louisa Clark è una solare ventisettenne che rimane senza un impiego dopo l’improvvisa chiusura del locale nel quale aveva felicemente lavorato per sette anni. Le difficoltà economiche della famiglia le impongono di non potersi permettere un periodo di stallo, motivo per cui inizia la ricerca di un nuovo lavoro. Nonostante il curriculum modesto le si aprono diverse oppurtunità, ma nessuna di queste si traduce in un contratto duraturo. Proprio quando stava per perdere ogni speranza, Louisa viene inaspettatamente assunta come assistente domiciliare di Will Traynor, facoltoso trentacinquenne divenuto tetraplegico in seguito a un incidente causato da un motociclista. Lentamente tra i due si instaura un legame che sconvolge la vita di entrambi.

 

RECENSIONE

Come sottrarre un uomo dal proprio desiderio di morte? È una domanda tanto dolorosa che solo sfiorandola con il pensiero si prova un senso di inquietudine misto a paura. Eppure la scrittrice riesce a smussare gli angoli di una problematica tanto delicata da rendere piacevole la lettura non solo attraverso uno stile coinvolgente, ma anche tramite i pensieri di una ragazza solare, chiacchierona e con un gusto fuori dal comune in fatto di abbigliamento. Emerge la sofferenza psicologica sia di colui che ha subito in prima persona le conseguenze di un evento al quale il destino ha impedito di sfuggire, sia di tutti i familiari e amici che lottano impotenti contro una richiesta che, pur sembrando cruda e egoistica, è legittima: morire piuttosto che sopravvivere.

Per quanto tragico possa apparire il contenuto del romanzo, esso si rivela in realtà un invito alla vita, un’esortazione a spingersi verso nuovi orizzonti, a uscire dalla propria area di sicurezza per lanciarsi in un mondo che offre innumerevoli opportunità da cogliere senza timore, senza paura di lasciare alle spalle ciò che si ha di più caro.

 

Autore: Jojo Moyes

Editore: Mondadori 

Anno di pubblicazione: 2013

Pagine: 391

Genere: Romanzo

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 16+

 

CITAZIONI

Si può aiutare veramente solo chi vuole essere aiutato.

 

«Una volta io ho prenotato un biglietto per l’Australia. Non ci sono mai andata, però.» Si voltò verso di me, sorpreso. «Erano successe delle cose. Ma va bene così. Forse un giorno ci andrò.» «Niente “forse”. Devi andartene da qui, Clark. Promettimi che non trascorrerai il resto della tua vita in questo buco di città, in questa imitazione di una tovaglietta all’americana.» «Promettertelo? Perché?» Cercai di dare un tono leggero alla mia voce. «Dove hai intenzione di andare?» «È solo che… Non posso sopportare il pensiero che tu rimanga qui per sempre.» Deglutì. «Sei troppo intelligente. Troppo interessante.» Distolse lo sguardo da me. «Hai soltanto una vita. Ed è tuo dovere fare di tutto per viverla pienamente.»

 

Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione.

 

 

 

Bronwethiel

UN ANNO NELLA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Una bellissima avventura iniziata un anno fa…

Letti per voi,

una passione in comune, gusti diversi, uno spazio aperto a tutti

LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS!

Adesso tocca a te!

 

#13 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Origin

Dan Brown

 

 Il protagonista di Origin è Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa, già reso famoso dai maggiori successi di Dan Brown (Il Codice Da VinciAngeli e DemoniIl simbolo perdutoInferno) e dai film che ne sono stati tratti.

  

TRAMA

Nelle prime pagine di Origin, Langdon arriva al Museo Guggenheim di Bilbao per assistere a una conferenza che, secondo l’invito, “cambierà per sempre la storia della scienza”. Il relatore speciale della serata è il suo amico ed ex studente Edmond Kirsch, ora magnate dell’industria tecnologica. Le straordinarie invenzioni e le audaci profezie hanno fatto di Kirsch una figura assai controversa in tutto il mondo. Quella sera non farà eccezione, perché Kirsch afferma di essere sul punto di rivelare una scoperta scientifica in grado di sfidare le fondamentali domande dell’umanità: da dove veniamo? E dove stiamo andando?

Quando si alza il sipario, Langdon e le diverse centinaia di ospiti rimangono affascinati dall’originalissimo e spettacolare avvio dell’evento. Ma la presentazione, pur organizzata nei minimi dettagli, prende una piega imprevista e quindi piomba nel caos, proprio poco prima dell’atteso svelamento finale della scoperta di Kirsch. E ora Langdon stesso è in pericolo.

Affrontando nuove minacce, Langdon viene costretto a un disperato tentativo di fuggire da Bilbao. Con lui c’è Ambra Vidal, l’elegante responsabile del museo. I due scappano a Barcellona sulla pista del segreto che dovrebbe sciogliere il mistero della scoperta di Kirsch.

Destreggiandosi nei labirinti del tempo e della religione, Langdon e Vidal sono inseguiti da un nemico spaventoso e potente. Su un sentiero contrassegnato dai simboli dall’arte moderna e da altri segni enigmatici, scoprono gli indizi che li portano a faccia a faccia con la sconvolgente scoperta di Kirsch, e con una verità che nessuno avrebbe mai potuto immaginare.

 

RECENSIONE

Dan Brown, ancora una volta, si conferma un’eccellenza nel panorama della letteratura contemporanea per la capacità di tenere incollato il lettore dal primo all’ultimo rigo dei suoi testi. In “Origin” affronta gli antichi e quanto mai attuali interrogativi dell’umanità intera: “Da dove veniamo? Dove andiamo?”. L’approccio è quanto meno originale, poiché lo sviluppo della trama vede l’alternarsi di personaggi aventi origini e capacità diverse: un futurologo, informatico ed eccellente innovatore tecnologico, un principe figlio del re di Spagna, progressista e cattolico e il celebre protagonista dei romanzi di Dan Brown, il professor Langdon, studioso di simbologia e di religione. Il connubio tra le varie anime del romanzo è eccezionale. Ciascuno riesce ad emergere in maniera definita e caratterizzante nello sviluppo della storia, creando un filo logico che porterà ad epiloghi differenti. La scrittura di Brown è anche stavolta fluida, intricata e appassionante. L’autore è stato in grado di parlare di un concetto così delicato, come la nascita dell’umanità rapportata alle credenze e ai valori delle principali religioni del mondo, senza mai cadere nella banalità e nella scontatezza.

Inoltre, e forse è la nota più importante, ha descritto in maniera interessante il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale, dando una versione inesplorata sul futuro dell’umanità. Concludendo, si può affermare che in “Origin” Dan Brown ha mostrato il lato più filosofico della sua scrittura, rimanendo fedele alle caratteristiche fondamentali dei suoi romanzi e al carisma intellettuale del protagonista professor Langdon.

Autore: Dan Brown 

Editore: Mondadori Omnibus

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 560

Genere: Thriller

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 18+

 

CITAZIONI

 

“Si! Questi due misteri stanno al centro dell’esperienza umana. Da dove veniamo? Dove andiamo? La creazione e il destino dell’uomo”.

 

“Questa sera cerchiamo di essere come i primi esploratori, coloro che si lasciarono tutto alle spalle e si misero in viaggio per attraversare oceani sconfinati…coloro che per primi intravidero una terra che nessuno aveva mai visto prima… coloro che caddero in ginocchio sbigottiti dalla rivelazione che il mondo era molto più grande di quanto le teorie filosofiche avessero osato immaginare. I principi un cui credevano da sempre si dissolsero alla luce di nuove scoperte. Questo sarà il nostro atteggiamento mentale stasera”.

 

“Gli informatici non si annotano mai le password. Ma non preoccuparti. La mia è lunga soltanto quarantasette caratteri. Sono sicuro di non dimenticarla”.

 

“Come vedete, a volte capita che l’universo organizzi la materia, e questo sembra l’esatto opposto dell’entropia. Quindi quale delle due? L’universo preferisce l’ordine o il caos?”.

 

“In quell’istante a Julian venne in mente una cosa che suo padre gli aveva detto molto tempo prima: <<L’amore appartiene a un altro pianeta. Non possiamo crearlo a comando né reprimerlo quando appare. L’amore non dipende dalle nostre scelte>>.

 

Bear Krustosky

#12 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

La ragazza nel parco

Alafair Burke

 

 

 “Il colpevole di un omicidio è sempre colui di cui si sospetta meno.

Sarà vero?

O forse è proprio il più sospettato ad aver commesso il crimine?”

  

Trama

Olivia Randall, giovane avvocato newyorchese, vive la sua vita balzando da un processo all’altro.

Un giorno, però, riceve una telefonata da una bambina. Non sa chi sia, non l’ha mai sentita, eppure il nome che pronuncia la lascia senza fiato. Jack Harris, scrittore di successo. L’uomo a cui ha rovinato la vita.

La bambina le chiede di aiutare il suo papà, e lei accetta. È l’unica possibilità che ha per provare a fasi perdonare, o almeno per chiedere scusa.

Jack Harris è accusato di triplice omicidio ed è in galera in attesa del processo.

Olivia sa che è innocente, se lo sente, ma nonostante tutte le prove e le ricerche fatte per scagionarlo, si rende conto che la verità è una sola ed è sempre stata chiara, sebbene dei piccoli tasselli del puzzle non combacino: Jack Harris non aveva alcun altro motivo per essere sul luogo dell’omicidio al momento dell’omicidio.

 

Recensione

Un thriller scritto davvero bene, con un linguaggio semplice ma al tempo stesso intrigante.

È una storia molto ben costruita, così ingarbugliata che diventa impossibile abbandonare il libro.

È tutta una serie di deduzioni apparentemente perfette, ma in un attimo vengono distrutte da altre deduzioni altrettanto impeccabili che di nuovo vengono smontate pezzo per pezzo e sempre così, come in un circolo vizioso.

Jack è innocente, subito dopo colpevole e poi di nuovo innocente.

Si ha giusto il tempo di convincersi di un’idea per poi passare a credere il contrario e di nuovo si cambia opinione.

Non si può chiedere di più da un thriller, che lascia con il fiato sospeso fino al finale, ancora più sconvolgente.

Il lettore diventa Olivia Randall a tal punto da pensare di essere sulla scena, pronto a nuove deduzioni, sempre troppo vicino alla verità ma mai abbastanza da raggiungerla.

Jack Harris è davvero innocente?

Un ottimo caso per chiunque abbia sognato, almeno una volta, di essere un investigatore.

 

Autore: Alafair Burke 

Editore: Piemme Pickwick

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 316

Genere: Thriller

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 15+

CITAZIONI

“<<Credimi, non gli devi nulla.>>

   <<Invece si, Don. Non hai idea di quanto gli devo.>>”

“Gli promisi che avrei continuato a cercarla, ma non riuscii a guardarlo negli occhi. Non c’era alcuna possibilità che quella storia potesse semplicemente finire  <<in un attimo>>.”

“Sorrisi. La mia giuria era arrivata alla conclusione da sola. Questo significava che la ricostruzione era credibile. Mi era già capitato di servirmi di qualcuno per sviare i sospetti da un mio cliente: ma questo qualcuno, stavolta, sembrava proprio il colpevole.”

“Jack si era fatto ricoverare nella clinica perché aveva pensieri omicidi nei miei confronti.”

Fede S.

                                                                                                                     

#11 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Ogni storia è una storia è una storia d’amore

Alessandro D’Avenia

 

 

“Che cosa è l’amore? L’amore salva?”

  

Trama

“L’amore salva?
Quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l’urgenza della domanda e la difficoltà di dare una risposta definitiva? Ed è proprio l’interrogativo fondante che Alessandro D’Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all’istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po’ di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l’energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D’Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d’amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un “filosofo del mito”, si rivolge all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d’amore, tra i due poli opposti del disamore (l’egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell’amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell’altro).”

 

Recensione

Alessandro D’Avenia, 40 anni, insegnante di Lettere e scrittore di molte opere letterarie tradotte in tutto il mondo, con questo romanzo intitolato “Ogni storia è una storia d’amore”, dalla forma strana – come egli stesso definisce  la sua opera – perché il percorso narrativo scelto è quello del filomito, cioè la meraviglia suscitata dalle storie d’amore e quella scaturita dal mito di Orfeo ed Euridice, vuole scoprire cosa è l’amore e se l’amore salva. D’Avenia ripercorre 36  storie d’amore di artisti, registi, scrittori, poeti, come quelle tra Camille Claudel e Rodin , quella tra Giulietta Masini e Federico Fellini, quella tra Olga Rudge ed Ezra Pound, tra Nadedza Chasina e Osip Mandel, storie di passione, amore, rassegnazione, coraggio, dolore, morte e la storia d’amore che le contiene tutte, che è il filo su cui si snodano tutte le altre storie, in quanto perfetta, meravigliosa, quella di Orfeo ed Euridice. Ogni titolo delle 36 storie ha il nome delle donne, Muse, mogli, amanti, amiche che hanno amato e sofferto per questi grandi artisti, registi, scrittori, poeti, perché solo le donne sanno la verità sull’amore, solo le donne possono spiegare cosa è l’amore. L’amore è vita perché amare è dare la vita a un altro e non prenderla e chi meglio delle donne che danno la vita portandola dentro di sé per nove mesi, conoscono l’amore vero. L’amore non è perfetto, in quanto è dolore, è appartenenza, ma non dipendenza, l’amore è rischiare la vita e salvarsi donandosi all’altra persona. E se l’amore è vita, salva, anche dalla morte, ma per salvare gli uomini, l’amore, deve passare dalle donne. Gli uomini non vengono salvati solo quando si gettano sulle spire del disamore. L’amore supera il tempo e se è così ogni storia è una storia d’amore che nella vita ha il suo inizio e la donna ne è testimone. Consiglio la lettura di questo romanzo per scoprire cosa è l’amore vero, l’amore che è l’unica trasgressione dell’uomo e che gli permette di evolversi e salvarsi.

 

Autore: Alessandro D’Avenia 

Editore: Mondadori 

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 324

Genere: Narrativa

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 18+

 

“Ho sempre amato il mito di Orfeo ed Euridice perché contiene tutti i movimenti di una storia d’amore . Il mito d’altronde è la clessidra capace di custodire i granelli di sabbia di tutte le storie nel tempo e nello spazio. E’ l’amore il motore di tutte le storie… l’amore vero festeggia la trasformazione della vita, passo dopo passo, in un cammino di scoperta di se stessi attraverso l’altro e insieme all’altro, e non a causa dell’altro. L’amore vero è una storia , l’amore romantico il sogno di una storia ”

“L’amore comincia sempre come dolore perché è la scoperta di un’assenza, come detta il “ mi manchi” universale nel lessico amoroso. L’amore presto o tardi ci porta in un territorio nuovo, ci fa uscire da noi per farci sperimentare la vita vera. E’ l’unica trasgressione dell’uomo, l’unica vera evoluzione. Baudelaire diceva ironicamente che il solo fastidio dell’amore è che si tratta di un crimine in cui non si può fare a meno di un complice. Per uccidere il proprio egoismo bisogna prima innamorasi”

“L’amore richiede coraggio che non dobbiamo e possiamo darci da soli, ma è interno alla relazione stessa. Le relazioni si nutrono di tempo e del tempo hanno bisogno, soprattutto in una cultura che ci ha precipitato nell’angoscia di non avere mai tempo

L’amore è scampare alla morte come un naufrago e aggrapparsi al perimetro di un abbraccio, riconoscere il dolore dell’altro e fallo diventare anche il proprio”

“L’amore vero non è dipendenza, ma appartenenza, l’amore vero non è ricerca del completamento di sé ma messa a servizio della propria completezza: solo chi è qualcuno può donarsi a qualcuno”

“Ogni storia d’amore aspira a dare forma alla quotidianità che si solleva su stessa e non si lascia irretire da ripetitività, anonimato, noia, consuetudine, pur conoscendole… L’amore non è la proiezione di relazioni tanto perfette quanto illusorie, come quelle proposte dalle favole o dalla rete. Piuttosto è l’accettazione di tutto ciò che sfugge al nostro controllo, che apre alla sorpresa, per la quale vale la pena di rischiare, giorno per giorno”.

                                                                                                                                                                                    S.R.

#10 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Storie della buonanotte per bambine ribelli

Francesca Cavallo e Elena Favilli

 

 ALLE BAMBINE RIBELLI DI TUTTO IL MONDO: 
sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: AVETE RAGIONE VOI.

  

Trama

C’era una volta… una principessa? Macché! C’era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n’era un’altra che diventò la più forte tennista al mondo e un’altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef… esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.

Storie della Buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo è il libro più finanziato nella storia del crowdfunding: grazie a Kickstarter ha raccolto oltre un milione di dollari da 70 nazioni diverse in soli 28 giorni, per un totale di un milione e 300 mila dollari dal lancio della campagna in aprile 2016 fino a ottobre dello stesso anno.

 

Recensione

C’era una volta, anzi c’erano, due donne, che avevano un sogno, realizzare un libro che raccontasse di donne, del passato e del presente, famose e sconosciute, che nella loro vita hanno dimostrato di valere e di essere capaci di qualcosa anche se o proprio perché donne.

 “Storie della buonanotte per bambine ribelli” raccoglie – in una pagina e un’illustrazione dedicata a ciascuna  – la vita di 100 donne, storie di vita e di successi da leggere a BAMBINI e BAMBINE prima di dormire per mostrare loro che accanto alle fiabe, ai principi e alle principesse, sono esistite ed esistono donne vere che hanno combattuto per un’idea, per distinguersi in uno sport  e nella musica, per affermarsi politicamente e per aiutare il proprio popolo.

La lettura di questo libro è consigliata a tutti e a tutte, bambini e bambine, uomini e donne: il bel lavoro di Cavallo e Favilli non può essere liquidato come libro femminista – come da più parti affermato – sol perché nel titolo vi è un richiamo forte al genere femminile.  Anzi, consente ad ogni lettore una riflessione sulle capacità e le possibilità delle donne a cui nel passato e, talvolta oggi, erano precluse opportunità di crescita culturale e sociale.

E’ un libro di sogni realizzati, con caparbietà, studio, perseveranza, tenacia. È un libro che insegna a credere nelle proprie capacità, nei talenti che ciascuna bambina, ciascun bambino, ciascuno di noi sente di avere dentro di sé e non ha ancora avuto la forza o il coraggio di mostrare in tutta la loro potenza creativa. Donne che sono da esempio e da monito per tutte e per tutti. Donne che – solo perché donne – hanno dovuto combattere due volte per non tradire aspirazioni e propensioni. Donne che ce l’hanno fatta.

Un ottimo regalo da far trovare sotto l’albero di Natale!

 

Autrici: Francesca Cavallo & Elena Favilli 

Editore: Mondadori 

Collana: Varia

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 211

Genere: Narrativa

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 8+

 

Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Coco Chanel, a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, da Misty Copeland a Xian Zhang… 100 donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. 100 esempi di forza e coraggio al femminile, per tutte le donne, grandi e piccole, che puntano sempre in alto. Per tutte le donne che credono in se stesse e per tutti gli uomini che dalle donne hanno qualcosa di importante da imparare.

P & S.

#9 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

L’Arminuta

Donatella Di Pietrantonio

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“Ripetevo la parola mamma cento volte, finché perdeva ogni senso ed era solo una ginnastica delle labbra. Restavo orfana di due madri viventi. Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l’altra mi aveva restituita a tredici anni. Ero figlia di separazioni, parentele false o taciute, distanze. Non sapevo più da chi provenivo”

…per me questo capoverso è la fotografia del libro L’Arminuta. L’abbandono e lo strappo sono gli stati d’animo ricorrenti nel libro di Donatella Di Pietrantonio.

Con questo romanzo l’autrice ha vinto il Premio Campiello 2017. Lei, dentista di professione, è scrittrice da sempre, da quando in lei, bambina e poi ragazzina cresciuta tra le montagne abruzzesi, nacque la passione per la scrittura che non l’ha abbandonata fino alla pubblicazione dei suoi tre romanzi.

Trama

Nella sua terza opera, L’Arminuta, “la Ritornata” in dialetto abruzzese, la scrittrice racconta la storia di una ragazzina che, un giorno, viene portata dalla sua famiglia in un’altra famiglia. Una famiglia che non conosce né ha mai frequentato, ma che scoprirà essere la sua famiglia originaria. Quella che l’ha cresciuta fino ad allora non può più tenerla con sé: la ragazzina è convinta che sua madre – quella che lei pensava essere sua madre – sia malata e non possa più accudirla.

Da un giorno all’altro la protagonista  viene catapultata da un padre e una madre a un altro padre e un’altra madre, dapprima figlia unica scopre di avere dei fratelli e  delle sorelle, abbandona la vita di città per cominciarne una campagna, passando improvvisamente dal benessere alla povertà.

Per fortuna che nella nuova casa incontra Adriana, quella che scoprirà essere sua sorella minore, e Vincenzo, che la tratta con rispetto a differenza degli altri fratelli, anche se è spesso assente da casa. La ragazzina è brava a scuola e, quindi, quando passa alle superiori, torna a vivere in città: non nella “vecchia” famiglia, ma in un’altra ancora che la ospita. Lì, passo dopo passo, scoprirà la verità, e non le resterà che legarsi ancora di più ai nuovi affetti…

 

Recensione

Una ragazzina senza nome l’Arminuta, in più di 150 pagine, infatti, questo personaggio non viene mai nominato, nessuno la chiama, nessuno la invoca, sembra quasi incredibile che in un romanzo si riesca a mantenere un personaggio senza nome, ma la Di Pietrantonio ci riesce benissimo, quasi a voler rafforzare in chi legge l’idea dell’abbandono e dello smarrimento. L’Arminuta potrebbe essere quella ragazzina della copertina del libro e quasi non importa conoscere il nome, il lettore si cala presto nel ritmo del romanzo e si immerge in quel mondo dell’Italia degli anni ‘60 e ‘70 in cui non erano rare le storie come quelle dell’Arminuta.

Proprio come le montagne, tanto care alla Di Pietrantonio, la trama è aspra e dura,  ma la scrittura è immediata, potente come un tuono e catartica come un acquazzone estivo: la storia di una ragazzina che subisce l’abbandono e lo subisce due volte, ma sa trovare la capacità di reagire e di costruire la sua identità.

La maternità e la famiglia sono i temi al centro del romanzo e la scrittrice li indaga nel profondo facendo venire fuori due mondi e due famiglie diversi ma una sofferenza comune. Il rapporto basilare dell’esistenza, madre-figlia, viene a disintegrarsi e si svuota di ogni senso. Le due figure sono due estranee che vivono sotto lo stesso tetto, come accade in Accabadora di Michela Murgia. Ma se all’inizio il ritorno a casa sa di abbandono, presto si trasforma in possibilità, in capacità di reinventarsi seppur a soli 13 anni.

 

Autore: Donatella Di Pietrantonio

Editore: Einaudi 

Collana: Supercoralli

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 162

Genere: Romanzo

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 18+

 

Citazioni

“Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. È un vuoto persistente, che conosco ma non supero. Gira la testa a guardarci dentro. Un paesaggio desolato che di notte toglie il sonno e fabbrica incubi nel poco che lascia. La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.” 

 

“Mia sorella. Come un fiore improbabile, cresciuto su un piccolo grumo di terra attaccato alla roccia. Da lei ho appreso la resistenza. Ora ci somigliamo meno nei tratti, ma è lo stesso il senso che troviamo in questo essere gettate nel mondo. Nella complicità ci siamo salvate.” 

P. S.

#8 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

 L’ultima estate di Diana

Antonio Caprarica

“Il 31 Agosto 1997 moriva Lady Diana Spencer, Principessa di Galles, conosciuta e celebrata in tutto il mondo come Lady Di. La donna più amata, ammirata, discussa e chiacchierata di fine XX Secolo, divenuta un’icona e un mito che ancora oggi a distanza di vent’anni dalla morte, nel terribile incidente nel tunnel dell’Alma a Parigi, è più vivo che mai. Ma chi era veramente Diana ? Come ha trascorso la sua ultima estate ?

Quale è la sua vera storia?

TRAMA

“Il 28 agosto 1996, giorno in cui il divorzio reale venne ufficializzato, aveva segnato per Diana l’inizio di una nuova vita. La «principessa triste», schiacciata dal peso della monarchia, che meno di un anno prima aveva confessato pubblicamente la sua fragilità e rivelato i tradimenti del marito, si era trasformata in una persona radiosa, più consapevole, genuinamente interessata alle sorti dei più deboli, decisa a difendere il rapporto con i figli e il suo diritto alla felicità. Un simbolo di bellezza e sensibilità, che oscurava l’immagine della Corona inglese; il personaggio più appetibile per quei fotografi e reporter che avranno un ruolo non secondario nella sua drammatica fine. Il racconto di Antonio Caprarica prende le mosse da qui, con l’intento di restituire Diana alla sua storia: quella autentica, privata, che la frenesia dei media ha sepolto sotto improbabili rivelazioni, teorie complottistiche e gossip.”

 

RECENSIONE

Antonio Caprarica, famoso giornalista e saggista italiano, per anni corrispondente della Rai a Londra ed esperto della Casa Reale Inglese, in “L’ultima estate di Diana”, opera pubblicata nel Luglio 2017, anno del ventennale della scomparsa di Lady Diana Spencer, Principessa di Galles (moglie di Carlo Principe di Galles ed erede al trono del Regno Unito), avvenuta il 31 agosto del 1997, ricostruisce gli ultimi mesi di vita di Lady Di, quelli dell’estate 1997, con avvenimenti autentici, privati, che la stampa ha sepolto sotto fake news, sia durante la vita che dopo la morte della Principessa. L’autore con il suo inconfondibile stile garbato e gentile, con dovizia di particolari e in modo scorrevole e appassionato, scrive di Diana, come una persona complicata, fragile, infelice, piena di insicurezze e allo stesso tempo irresistibile, che si trova ad affrontare la sua prima estate da donna libera, dopo il divorzio avvenuto circa un anno prima, dal marito Carlo. Emerge una giovane donna che in quei mesi estivi, a partire dal maggio 1997 e fino alla fine dei suoi giorni, è alla ricerca di se stessa e del suo nuovo futuro, della sua voglia di rifarsi una vita, dopo che è svanita la possibilità di diventare Regina di Inghilterra al fianco dell’ex marito, dividendosi tra la guerra aperta contro i Windsor, il mai sopito affetto per Carlo, l’amore per i figli William ed Henry, il difficile legame con Hasnat Khan e il nascere di un nuovo sentimento per il miliardario Dodi al-Fayed, non rinunciando però a crociere da sogno in Francia, in Grecia e allo stesso tempo a portare avanti le sue battaglie umanitarie a favore dei più deboli al mondo. Dal racconto emerge anche il difficile e contraddittorio rapporto fra Diana e la stampa, anche e soprattutto in quell’ultimo periodo di vita. Questo libro merita di essere letto per scoprire la vera Diana, la sua ultima estate prima della sua scomparsa, così come l’ha vissuta, tra delusioni e speranze, frivolezze e impegno, amore materno e passione di amante. 

 

Autore: Antonio Caprarica

Editore: Sperling & Kupfer 

Collana: Varie

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 218

Genere: Biografia

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 18+

 

CITAZIONI

“Come un personaggio di Sofocle o Euripide la Principessa del Galles resta vittima del Fato che la schiaccia tra l’irresistibile pulsione alla felicità personale e l’implacabile durezza della norma che sacrifica l’individuo al bene di un’istituzione superiore.”

“Diana non era altro che una giovane donna del suo tempo, ansiosa di vivere un sogno d’amore senza il peso delle responsabilità. E il destino o il caso l’aveva collocata invece al centro di una famiglia che ha la sua ragion d’esser non nell’amore ma nella ragione di Stato”

“Oggi si discute tanto di fake news. Si può dire senz’altro che l’esistenza privata e l’immagine pubblica di Diana ne sono state tra le prime e più illustri vittime. Di lei e attorno a lei si è scritto di tutto. Senza rispetto per la sua memoria né per i sentimenti dei figli, così brutalmente privati della sua esistenza. “

“Diana non era l’anti-regina e non aveva voglia di esserlo. Era semplicemente una donna fragile e spesso disperata. E in questo stava la sua forza autenticamente rivoluzionaria.”

“La sua ultima campagna, contro le mine antiuomo, forse era partita come un nuovo tentativo di attirare l’attenzione , di restare al centro della scena, ma il dolore e l’orrore che aveva visto e testimoniato dall’Angola alla Bosnia l’avevano profondamente coinvolta. Il trattato internazionale per mettere al bando questi orrendi ordigni fu purtroppo approvato solo dopo la sua morte, nel 1998. Ed è bello che oggi che a raccoglierne il testimone in questa battaglia sia il figlio Harry.”

 

S.R.