#24 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

IL LEOPARDO

Jo Nesbø

 

 

TRAMA

Oslo. Due donne vengono trovate morte: i polmoni pieni di sangue e ventiquattro ferite in bocca. Nessun indizio. Un caso perfetto per Harry Hole, commissario specializzato in omicidi seriali, alcolista, uomo rude e solitario. Peccato si sia rifugiato a Hong Kong per sfuggire al proprio passato. Soltanto quando lo informano che il padre sta morendo in un ospedale, Hole decide di tornare in città. E subito scopre un dettaglio che sconvolge le indagini: le vittime hanno dormito nello stesso rifugio di montagna. Un killer, scaltro e selvaggio come un leopardo, sta braccando tutti gli ospiti di quella notte, uno a uno: Hole è l’unico che può fermarlo.

RECENSIONE

Jo Nesbø ancora una volta sorprende il lettore attraverso uno stile tutt’altro che scontato e banale. Il suo trasformismo letterario è ancorato solidamente al noir e al thriller internazionale ma con connotazioni fortemente nordeuropee.

Il protagonista Harry Hole, rifugiato ad Hong Kong per sfuggire ai mille tormenti della sua vita, viene richiamato in Norvegia perché il padre è in fin di vita, ma in realtà la Polizia norvegese ha un bisogno estremo delle sue impareggiabili qualità da detective.

Ancora una volta Nesbø è riuscito a far ruotare le vicende, primarie e secondarie, i problemi personali e le vicissitudini della polizia norvegese intorno al personaggio controverso del commissario Harry Hole. L’autore insiste fortemente sulle debolezze del protagonista, rispetto ai suoi talenti, perché in fondo vuol comunicare al lettore che le persone straordinarie sono le persone comuni e normali, dove si nascondono i migliori pregi.

La complessità del caso induce il lettore a ripensare più volte al possibile assassino, inducendolo fino alla fine a creare un vortice di ipotesi tutte plausibili e al contempo sbagliate. Questo è il segreto della scrittura di Nesbø, capace di essere sempre interessante e mai banale.

Inoltre, come spesso accade nei testi della serie del commissario Hole, le contraddizioni e i sentimenti del protagonista si scatenano nei momenti topici della storia, dando vita ad un meccanismo perfetto che muove i suoi ingranaggi tra tensione e suspence.

Nesbø è riuscito per l’ennesima volta a catturare a 360 gradi l’attenzione del lettore, senza tralasciare le storie personali dei protagonisti e alimentando lo sviluppo del caso, e della sua soluzione, proprio attraverso l’utilizzo delle storie private di ogni personaggio.

Infine, leggere e assaporare questo testo significa anche carpire e impossessarsi di alcuni tratti distintivi della cultura e della natura norvegese, che donano al lettore ottimi spunti per un viaggio immaginario tra i fiordi e le montagne del nord Europa.

 

Autore: Jo Nesbø

Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 770 p.

Genere: Narrativa scandinava

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 18+

 

CITAZIONI

Dunque, aveva detto che non avrebbe accettato il caso. Che aveva un padre in ospedale, ed era l’unico motivo per cui era tornato. Quello che non aveva detto era che, potendo scegliere se essere informato oppure no della malattia del padre, avrebbe preferito non sapere niente. Perché non era tornato per amore. Era tornato per vergogna.

 

Harry girò la chiave ed entrò in casa. Spinse l’interruttore appurando che non avevano ancora tagliato l’energia elettrica. Si tolse il cappotto, andò in soggiorno, mise su i Deep Purple, decisamente la sua band preferita nella categoria «involontariamente-buffo-ma-bellissimo». Speed King. Ian Paice alla batteria. Si lasciò cadere sul divano e si premette i polpastrelli contro le tempie. I cani alla catena tiravano. Ululavano, ringhiavano, cercavano di azzannare, straziavano le interiora con i denti. Se li avesse sciolti adesso, non sarebbe potuto più tornare indietro. Non questa volta. Prima aveva sempre avuto dei motivi sufficienti per smetter di bere. Rakel, Oleg, il lavoro, forse perfino suo padre. Adesso non li aveva più. Non poteva succedere. Niente alcol. Perciò doveva procurarsi uno sballo alternativo. Uno sballo controllabile. Grazie, Kaja. Non si vergognava? Certo che si vergognava. Ma l’orgoglio era un lusso che non sempre si poteva permettere.

L’accendino gli cadde di mano e si schiantò sul tavolo di vetro. Harry si sentì aumentare i battiti del cuore. Quando indagavano su un omicidio, c’era sempre tanta gente che offriva dritte, consigli, supposizioni. Gente pronta a giurare di aver visto, di aver sentito o di aver sentito dire: la polizia aveva un po’ di tempo per darle retta? Spesso erano le stesse persone a farsi avanti, ma saltava sempre fuori qualche nuovo chiacchierone sbalestrato. Harry aveva già capito che non si trattava di questo. La stampa si era diffusa molto sul caso, la gente era in possesso di parecchie informazioni. Ma nessuno del pubblico sapeva che Elias Skog era stato incollato alla vasca da bagno. Né aveva il numero di telefono riservato di Harry.

Harry si concentrò cercando di fare dei profondi respiri di pancia. Di assimilare pian piano quell’informazione. Le foto erano state ritagliate dai giornali o stampate, probabilmente dai notiziari on-line. Eccetto quella di Adele. Il suo cuore sembrava una grancassa che con tonfi sordi cercava di far affluire più sangue al cervello.

Mentre buttava la cenere dalla sigaretta Øystein inclinò lievemente la testa da una parte. E a Harry venne da piangere. Semplicemente perché vide gli anni che erano diventati la loro vita, che erano diventati loro stessi, nel modo in cui il suo amico buttava la cenere come aveva sempre fatto, piegandosi di lato come se la sigaretta fosse troppo pesante, la testa inclinata come se il mondo gli piacesse di più da un prospettiva un po’ sghemba, la cenere per terra in un capanno adibito a fumeria a scuola, in una bottiglia di birra vuota a una festa in cui si erano imbucati, sul freddo cemento grezzo di un bunker.  

Bear Krustosky

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#23 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

  LA RAGAZZA CON LA LEICA

     Helena Janeczek     

“Una ragazza borghese, di buona famiglia che abbandona il suo  mondo dorato per diventare la prima  donna fotografa di guerra, un amore struggente e avventuroso con il leggendario Robert Capa e la Leica, la tanto desiderata Leica che li unirà per sempre……”

TRAMA

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.”

RECENSIONE

Il romanzo “La ragazza con la Leica”, edito da Guanda nel 2017, vincitore del Premio Strega 2018 e del premio Bagutta 2018, è stato scritto da Jelena Janeczek una scrittrice tedesca naturalizzata italiana ed è una biografia di Gerda Taro (all’anagrafe Gerda Pohorylle), la prima fotografa donna di guerra, caduta a Brunete durante la Guerra civile Spagnola nel Luglio 1937 a soli 26 anni. Il romanzo costituito da tre capitoli e un epilogo, ripercorre la vita e le vicende di Gerda Taro, attraverso il ricordo dei suoi tre amici a lei sopravvissuti: Willy Chardack, Georg Kuritzkese e Ruth Cerf, in un intrecciarsi di fatti storici, sentimentali e campi di battaglia. Gerda, la cui vita di ragazza borghese e amante dei cappellini all’ultima moda svanisce, quando poco più che ventenne deve lasciare Lipsia, come i suoi amici per le sue idee politiche e perché ebrea e diventa una eroina, con la Leica appesa al collo a fotografare i campi di battaglia in Spagna, per documentare  quell’ atroce conflitto e le sue vittime. Gerda e il suo amore per Andrè Friedmann, il ragazzo, l’uomo che si rifiutava di amare perché troppo giovane, ma che poi “ha creato” e fatto conoscere al mondo come Robert Capa, il leggendario fotografo di guerra internazionale, che con i suoi reportage ha dato testimonianza a cinque conflitti bellici e fondatore con Henry Cartier – Bresson dell’agenzia Magnum. Andrè collega di Gerda e colui che non solo le ha insegnato a usare la Leica, ma il suo amore, il suo “tutto”, con cui Gerda ha condiviso gli anni più avventurosi della sua vita in giro per l’Europa e che il destino crudele ha fatto separare con la morte di lei dovuta a dei cingoli di un carro armato . L’Europa degli anni ‘30 del secolo scorso, con l’Italia, la Germania, la Francia, la Spagna, l’Ungheria viste dagli occhi di ragazzi giovani, che per la loro origine e i loro ideali sono dovuti fuggire in vari Paesi e del mondo e soprattutto in America e rifarsi una vita, le manifestazioni operaie nelle piazze europee e gli sfondi della Guerra spagnola e di un’altra Guerra che era alle porte e che tre anni dopo la morte di Gerda sarebbe diventata mondiale. Tutto questo e’ “La ragazza con la Leica”, un romanzo biografico e allo stesso tempo avventuroso e storico che fa rivivere la figura di una ragazza la cui breve vita è stata caratterizzata dall’amore per la libertà, la democrazia e la lotta contro le brutture della guerra, che ha documentato, con le sue foto scattate con la Leica. Se conosciamo Oriana Fallaci che è stata la prima donna giornalista inviata di guerra durante quella del Vietnam, non possiamo non conoscere  Gerda Taro, la prima donna fotografa di guerra, partita di sua volontà per una guerra, quella civile spagnola da dove non è più tornata. Per questo il libro di Helena Janeczek deve essere letto e anche per comprendere come dietro un grande uomo, una leggenda della fotografia internazionale quale Robert Capa, c’è una grande donna, lei, Gerda Taro: la ragazza con la Leica.

 

Autore: Jelena Janeczek

Editore: Guanda

Collana: Narratori della Fenice

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 320

Genere: Biografia

Età: 18+

                     

CITAZIONI

“Era una donna coraggiosa, si trascinava dietro la fotocamera, la cinepresa , il cavalletto per chilometri e chilometri”

“Capite anche voi quanto la mia Leica sia giusta alla causa, vero…?

“Niente più Pohorylle. Voilà, da oggi sarò Gerda Taro”

“Gerda era Gerda… Era la gioia di vivere. Qualcosa che esisteva, si rinnovava, accadeva ovunque.”

                                                                                                                                                                   S.R.

#22 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

LA CENA DI NATALE

Nathalie Dargent & Magali Le Huche

 

 

 

TRAMA

La volpe ha catturato un bel tacchino anzi una Signora Tacchina! I suoi compagni, il lupo e la donnola, si leccano già i baffi: la cena di Natale quest’anno sarà formidabile! Il problema è che la Signora Tacchina ha la pelle dura (è proprio il caso di dirlo) e non ha nessuna intenzione di lasciarsi cucinare tanto facilmente… al contrario: vista la confusione che regna nella casa dei tre bricconi la Signora Tacchina decide di mettere un po’ di ordine nella loro vita e molto presto i tre amici si pentiranno di non essere vegetariani!

 

RECENSIONE

Ed eccoci qui, una recensione natalizia questo mese!

Un libro per i più piccoli che piacerà anche agli adulti, genitori e non.

Natale, tempo di doni, ed ecco a voi un piccolo dono, “La cena di Natale” di  Daniel Dargent e Magali Le Huche, una favola da leggere ai bambini durante questi giorni di vacanza e festività.

Natale, tempo di magia, la magia di una trasformazione e di un’amicizia che nasce tra gli animali protagonisti del racconto.

Natale, festa dei bambini, che saranno affascinati dal racconto e si divertiranno ad ascoltare come la signora Tacchina riuscirà a mettere in riga i tre furbetti e a dare un senso alla loro vita.

Natale, tempo di bontà, la bontà di una tacchina intelligente che con il suo savoir faire riesce a farsi amare dalla combriccola pronta a cucinarla per Natale.

Natale, tempo di accoglienza, perché accogliendo si può solo crescere ed arricchire come accade alla volpe, alla donnola e al lupo de “La cena di Natale”.

Buona lettura e buone Feste!

 

Autrice: Nathalie Dargent, Magali Le Huche

Editore: Clichy

Collana: Carousel

Anno di pubblicazione: 2015

Pagine: 32 p., Rilegato 

Genere:  Nati per Leggere

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 3+

 

CITAZIONI

«Sto morendo di fame. Che cosa avete preparato?». La donnola e il lupo, leccandosi i baffi, risposero che non avevano nessuna intenzione di mettersi ai fornelli, se non per trasformarla in un bel paté. Cesarina ribatté severamente che prima di mangiarsela, dovevano metterla all’ingrasso, come tutti sanno. «Santo Cielo!» disse Cesarina, «Ma non sapete proprio niente! Ma cos’è, la vostra prima cena di Natale?».

 

P.

#21 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

LA FABBRICA DI CIOCCOLATO

Roald Dahl

 

TRAMA

Willy Wonka, proprietario della più grande fabbrica di cioccolato del mondo, uomo misantropo e assai strano, bandisce un concorso: i cinque fortunati che troveranno un biglietto d’oro nelle deliziose tavolette da lui prodotte avranno l’onore di visitare la sua famosa fabbrica di delizie, da tempo chiusa a tutti o, almeno, la cui attività si svolge nel segreto più assoluto. Comincia la caccia ai biglietti. Chi ha meno probabilità di trovarli è Charlie Bucket, un bambino che vive in una poverissima casa con i genitori e i quattro nonni e che può ricevere, in dono, una sola tavoletta nel giorno del suo compleanno. Purtroppo non c’è il biglietto d’oro nella cioccolata regalata fortunata, ma il destino gli riserba un’altra possibilità e Charlie trova il biglietto d’oro ed è quindi il quinto vincitore insieme a Augustus Gloop, divoratore di dolci, Violetta Beauregarde, campionessa mondiale di gomma da masticare, Veruca Salt, bimba ricchissima e molto viziata, Mike Tivu, teledipendente. Charlie intraprende il giro della fabbrica accompagnato da nonno Joe, assai anziano ma altrettanto arzillo. Durante il cammino si comprende la vera intenzione di Willy Wonka che, solo al mondo, cerca un erede dei propri beni. Il giro nella fabbrica, mirabolante e spassoso, è accompagnato dalla presenza di strani operai: gli Umpa – Lumpa, piccoli uomini venuti dalla giungla di Lumpalandia che nessuno sa dove si trovi. Questi curiosi operai, che vivono di chicchi di cacao, accompagneranno i bambini nel proprio percorso, intonando canzoni che sono un misto tra la presa in giro e la ramanzina che merita chi ha troppe pretese. Il viaggio di Charlie termina in maniera per lui inaspettata…

 

RECENSIONE

Quando si dice un gran libro! La fabbrica di cioccolato è fra i più famosi libri per ragazzi scritti da Roald Dahl. Il racconto è ispirato alla giovinezza di Dahl: quando frequentava la Repton School, la famosa ditta produttrice di cioccolato, Cadbury, spediva ai collegiali delle scatole piene di nuovi tipi di dolci e un foglietto per votare. I dolci selezionati venivano quindi immessi nel mercato.

Da questa storia sono stati tratti tre film: Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato di Mel Stuart, La fabbrica di cioccolato di Tim Burton e il lungometraggio animato Tom & Jerry: Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. Ma leggere il libro è tutta un’altra storia!

La fabbrica di cioccolato puoi leggerlo da bambino e da adulto, ma rimane sempre un libro geniale per la sua trama, per i personaggi, per la passione per la scrittura che in ogni pagina si riesce a cogliere.

Lo scrittore Dahl, grazie alla sua ironia, è riuscito, infatti, a creare una storia incredibile per bambini, ma anche per tutti gli appassionati del cioccolato. Oltre a mostrare una realtà fantastica, ha voluto sottolineare quanto sia importante non essere viziati ed accontentarsi di quello che si è o che si ha, perché la bontà, l’umiltà e la generosità, a volte, vengono premiati.

E’ certamente un racconto di fantasia, ma allegramente, burlescamente oserei dire, induce il lettore a riflettere su alcuni problemi della realtà contemporanea tipo il troppo accanimento ai videogame o alla televisione, o l’essere viziati e non ascoltare i propri genitori.

 

 

Autrice: Roald Dahl

Editore: Salani

Collana: Istrici d’oro

Anno di pubblicazione: 2005

Pagine: 202 p., Brossura 

Genere:  Narrativa italiana

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 9+

 

CITAZIONI

“Questa è la storia di un normalissimo bambino di nome Charlie Bucket. Non era più veloce, più forte o più intelligente degli altri bambini. La sua famiglia non era né ricca, né potente, né influente, a dire il vero avevano a mala pena di che mangiare. Charlie Bucket era il ragazzino più fortunato del mondo, ma non lo sapeva ancora”.

“Veruca: Io sono Veruca Salt, è un piacere conoscerla, signore!
Willy Wonka: Ho sempre pensato che la verruca fosse un tipo di porro che viene sotto i piedi!”

“Willy Wonka: Cosa ti fa sentire meglio quando ti senti a pezzi?
Charlie: La mia famiglia”

 

P.

#20 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

BELLA MIA

Donatella Di Pietrantonio

 

TRAMA

Ritrovarsi alle prese con un adolescente taciturno e spigoloso che è quasi uno sconosciuto, inventarsi madre quando quell’idea era già stata abbandonata da tempo. È ciò che succede a Caterina, la protagonista di Bella mia, quando Olivia, la sorella gemella che sembrava predestinata alla fortuna, rimane vittima del terremoto dell’Aquila, nella lunga notte del 6 aprile 2009, lasciando il figlio Marco semiorfano. Il padre musicista vive a Roma e non sa come occuparsene, perciò tocca a Caterina e alla madre anziana prendersi cura del ragazzo, mentre ciascuno di loro cerca di dare forma a un lutto che li schiaccia. Ma è in questo adattamento reciproco, nella nostalgia dei ricordi, nella scoperta di piccole felicità estinte, nei gesti gentili di un uomo speciale che può nascondersi la forza di accettare che il destino, ancora una volta, ci sorprenda. Bella mia è un romanzo di grande intensità che parla con un linguaggio scarno ed essenziale dell’amore e di ciò che proviamo nel perderlo. Ma soprattutto della speranza e della rinascita: la rinascita di una città squassata dal sisma e la rinascita ancora piú faticosa della fiducia nella vita.

 

RECENSIONE

Bella mia di Donatella Di Pietrantonio, scritto nel 2014, ripubblicato nel 2018, dedicato ed ambientato a L’Aquila, è il secondo romanzo dell’architetto abruzzese che ho imparato ad apprezzare con L’Arminuta, romanzo con cui l’Autrice ha vinto il premio Campiello nel 2017.

In questo romanzo, lontano dai toni aspri e duri del primo, si legge una perdita, la perdita, quella di una sorella, gemella, a seguito dell’terremoto dell’Aquila del 2009. Ma il racconto non è straziante, il dolore è composto, intimo, come il legame che solo due sorelle che si amano profondamente possono conoscere e capire, ed è proprio questo amore unico a riecheggiare nei ricordi del passato e nella vita presente. Due gemelle diverse ma comunque unite da sempre e separate perché una, Olivia, quella notte del 6 aprile del 2009 si è attardata in casa a prendere qualcosa per il figlio. Già il figlio, Marco, l’altro personaggio del romanzo, dapprima nipote, poi figlio acquisito di Caterina che assume su di sé il ruolo della cura e dell’accudimento un tempo proprio della gemella perché il padre del ragazzo, separato da tempo da Olivia, non ha quasi nessun tipo di rapporto lui che va a vivere nelle case provvisorie insieme a sua zia e a sua nonna.

Non c’è solo il racconto della vita di una famiglia nel romanzo, attraverso Caterina, infatti, entriamo nella vita dei vicini e nei loro lutti. Scopriamo le varie forme che può assumere il dolore. Scopriamo il lento rinascere della vita che a volte si muove e si rianima a dispetto del nostro desiderio di lasciarci morire. Così fa Caterina che, lentamente, coltivando il rapporto con il nipote ed imparando a conoscerlo, rinasce, riappropriandosi di se stessa, di quell’identità smarrita nella casa della sorella la notte del terremoto. Sullo sfondo le macerie, le promesse sulla ricostruzione, la necessità che la vita continui ma anche la domanda se valga la pena sperare e ricostruire.

 

Autrice: Donatella Di Pietrantonio

Editore: Einaudi

Collana: Super ET

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 192 p., Brossura 

Genere:  Narrativa italiana

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 18+

 

Avevo già paura, la sera del 5 aprile. Sotto di noi le convulsioni si ripetevano da mesi, senza uno schema, una regolarità, ora più intense, ora appena percettibili, secondo una sequenza disordinata e snervante. A volte una pausa più protratta dopo una scossa ci illudeva fino alla successiva, più forte dell’ultima. Le notti ascoltavo l’attrito leggero delle unghie contro le lenzuola, a ogni respiro, e una specie di lamento nello spessore dei muri, debole e sporadico. Faticavo a prendere sonno nella mia casa abitata da tensioni invisibili, scricchiolii, improvvisi sfarinamenti tra i mattoni delle volte a crociera. A un’ora incerta con la giacca addosso sono uscita sul balcone, richiamata da un presagio acuto. I panni stesi erano perfettamente immobili nel buio. Cantavano gli uccelli notturni, uno in particolare ripeteva sempre lo stesso chiù monotono. Di colpo mi ha investito dura l’aria, non il vento, una massa compatta di aria percossa. Sono rientrata con un salto ed è cominciato.”

  

“Perché il terremoto ha distrutto alcuni quartieri e altri li ha lasciati quasi intatti?” […] 


“Voglio dire che in via XX Settembre sono crollati i palazzi e sono morti tutti quegli studenti. Anche altra gente, il dentista di mamma. In via Strinella, che è la continuazione, ci sono stati solo pochi danni” […]


“Perché è crollata la mia?” Sale il tono e qualche goccia di saliva mi punge il viso.
“Non lo so. Tua madre e io ci fidavamo di un ingegnere esperto, è venuto per un sopralluogo dopo le prime scosse, sia da voi che da me. Anche al paese, dalla nonna. Ci ha garantito che eravamo al sicuro”. Mi muovo sulla sedia, a disagio.
“Chi è quel bastardo?” […]


“Calmati. Non ha importanza, ormai, non saprei nemmeno dove cercarlo…” rispondo al di sotto della rabbia che sputa.
“Ah, non ha importanza! Anche da Rash avevano controllato e dicevano che non c’era pericolo, ma lì il palazzo non è venuto giù! Forse i suoi genitori non si sono rivolti allo stesso genio che avete chiamato voi!”

 

P.

TORNANO #iLABdelSAC

Tornano a gran richiesta #iLabdelSAC organizzati nell’ambito del SAC Salento di Mare e di Pietre dall’Associazione “Amici della Biblioteca” presso gli spazi della Biblioteca Comunale “F.T.Gnoni” di Tuglie e del Frantoio Ipogeo “ex-Marulli” Tuglie!

I percorsi in attivazione in OTTOBRE e in NOVEMBRE sono*:

🎸 CORSI DI CHITARRA
🇩🇪 CORSO DI TEDESCO
🧘‍ CORSO DI KUNDALINI YOGA
💃 CORSO DI TANGO ARGENTINO
🇬🇧 CORSI DI INGLESE
🥁 CORSO DI TAMBURO A CORNICE
🕺 CORSO DI PIZZICA SALENTINA
📚 LABORATORI DI LETTURA ANIMATA
📷 CORSI DI FOTOGRAFIA
🇪🇸 CORSO DI SPAGNOLO

👉 👉 https://www.facebook.com/events/240937333440064/


* I CORSI SARANNO AVVIATI SOLO AL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO MINIMO DI ISCRITTI!

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Associazione “Amici della Biblioteca” o inviaci una mail: amicibibliotecamica@libero.it
TEL. 0833 596235 – 350 0803963

#19 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

IL PURGATORIO DELL’ANGELO 

Maurizio De Giovanni

 

TRAMA

È maggio, e la città si risveglia per avviarsi verso la stagione piú bella. Eppure il male non si concede pause. Su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti. Un santo, dicono. Un fine teologo, un uomo che nella vita ha donato conforto a tante persone. Un confessore. È maggio, e anche se il sole e la luna sono un incanto, Ricciardi è piú inquieto che mai. Lui ed Enrica hanno cominciato a incontrarsi, ma il commissario non può continuare a nasconderle la propria natura, il segreto che a lungo lo ha tenuto lontano da lei. È maggio, e i rapinatori sembrano diventati cosí abili che il brigadiere Maione rischia di perdere la testa nel tentativo di catturarli. Forse perché sente profonda la mancanza di Luca, il figlio morto, e vorrebbe spiegarlo alla moglie. Ma non è bravo con le parole. È maggio, è tempo di confessioni.

 

RECENSIONE

L’abilità, oramai risaputa, di De Giovanni sta sostanzialmente nel destreggiarsi tra le caratteristiche forti e profonde dei suoi personaggi, così dense e intricate come i vicoli contorti e variegati della Napoli Anni ’30 in cui la serie del commissariato è ambientata. L’omicidio di un padre gesuita anziano sconvolge l’intera comunità. La santità di quest’uomo è riconosciuta in tutta la città e il commissario Ricciardi si sente intrappolato in questa indagine, come un topo in un labirinto senza uscita. Intanto il rapporto di Riccardi con Enrica prende una piega inaspettata, descritta sapientemente da De Giovanni con dovizia di particolari, dando, come accade spesso nei suoi romanzi, spazio alle emozioni più profonde dei suoi personaggi. Intanto Maione, il fidato brigadiere e mentore di Ricciardi, crede di aver ritrovato il figlio Luca, morto da poliziotto anni prima, negli occhi e nei modi di fare di un giovane appuntato, nonostante l’avversione esplicita dell’amata moglie Lucia. De Giovanni, attraverso il suo stile elegante e appassionato, riesce a tenere in bilico i casi da risolvere e le complicate vite dei personaggi principali, mescendole con arte per servirle al lettore come un vino di ottima annata. In questo romanzo è forte il richiamo alla religione e alla fede, intesa in senso ampio, dei singoli personaggi nei confronti della proprie passioni e convinzioni. Indubbiamente, De Giovanni ha centrato l’obiettivo, tenendo il lettore in suspence fino alla fine, con un finale inaspettato e impensabile. Un nuovo capitolo della serie che non tradisce le attese per lo stile e per la capacità di innovare rimanendo fedele a se stesso. 

 

Autore: Maurizio De Giovanni

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 328 p., Brossura 

Genere:  Narrativa gialla

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 18+

 

“Certe domeniche sembrano perfette, ci avete fatto caso? Arrivano in una stagione né fredda né calda, e si rivelano dalle prime ore del mattino semplicemente giuste: il cielo stellato si illumina un po’ alla volta, ma senza movimenti bruschi, lasciando avanzare la luce nella notte dolce e gentile, animata dalla brezza del mare e da quella del bosco. erba e sale insieme nell’aria. Il profumo è un ingrediente necessario, per una domenica perfetta. Per esempio quello dei fiori. Il profumo dei fiori. Perché una domenica perfetta di maggio si può riconoscere anche dal viaggio di un singolo fiore.”

“E pensava che da lì a poco avrebbe assistito a un triste, doloroso contrasto tra quell’esplosione della vita, le promesse di fioritura e d’amore, e l’incombenza della morte. Ogni ragazzino aggrappato ai sostegni dei tram, ogni ciclista che pericolosamente attraversava la via distraendosi per guardare qualche bella ragazza che ancheggiava sul marciapiedi, ogni vecchio che sospirava di fronte a scale che non riusciva più a salire esprimevano la forza e il desiderio vitale che Bianca non avrebbe trovato nel luogo in cui si stava recando.”

“Forse un giorno la città si arrampicherà fin quassù. Forse un giorno anche questa collina dolce fatta di campagna e odore di mare, di galline e di cime di alberi scompigliate dal vento sarà fatta di strade e case e rumori di ferro, invece che di canzioni e di sospiri.”

 

Bear Krustosky

#18 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

TERESA PAPAVERO e la maledizione di Strangolagalli 

Chiara Moscardelli

 

TRAMA

Superati i quaranta un uomo diventa interessante, una donna zitella. Ma Teresa Papavero non se ne cruccia, ha ben altre preoccupazioni.
Dopo avere perso l’ennesimo lavoro in circostanze a dir poco surreali decide di tornare a Strangolagalli, borghetto a sud di Roma nonché suo paese nativo, l’unico posto dove ricominciare in tranquillità. E invece la tanto attesa serata romantica con Paolo, conosciuto su Tinder, finisce nel peggiore dei modi: mentre Teresa è in bagno, il ragazzo si butta dal terrazzo.
Suicidio? O piuttosto, omicidio? Il maresciallo Nicola Lamonica, il primo ad accorrere sul luogo, è abbastanza confuso al riguardo. Non lo è invece Teresa che, dotata di un intuito fuori del comune, capisce alla prima occhiata che qualcosa non va. Il fatto è che non le crede nessuno. Tantomeno Leonardo Serra, l’affascinante quanto arrogante poliziotto arrivato per indagare sulla morte del giovane.
A peggiorare la situazione la misteriosa scomparsa di Monica Tonelli, una delle ospiti del B&B che Teresa ha aperto nella casa paterna con la complicità di Gigia, la sua amica del cuore. Tutto il paese è in subbuglio perché la sparizione della donna viene addirittura annunciata nel famoso programma ”Dove sei?” e a indagare sulla Tonelli arriva proprio l’inviato di punta, Corrado Zanni.
Per Teresa davvero un periodo impegnativo, coinvolta in indagini dai risvolti inaspettati e perseguitata dalle ombre del passato: la scomparsa della madre e il burrascoso rapporto col padre, il noto psichiatra Giovan Battista Papavero.
E così, tra affascinanti detective, carabinieri di paese, reporter d’assalto e misteriosi sconosciuti, Teresa si trova risucchiata in una girandola di intrighi, in un susseguirsi di imprevedibili colpi di scenaTanto a Strangolagalli non succede mai niente!

 

RECENSIONE

Lettura fresca e leggera, ideale per le giornate estive o per quando si è in viaggio, Teresa Papavero è un romanzo giallo piacevole anche per chi non ama il genere. Non mancano, infatti, gli incontri con personaggi curiosi e interessanti come la figlia del sindaco, il commissario Zanni e il poliziotto che seduce Teresa, a rendere la lettura scorrevole. La trama, fluida e snella, si snoda attraverso vicende rocambolesche spesso presentate in sequenze dialogiche in cui i veloci botta e risposta rimandano ad una sensazione quasi teatrale al lettore e alla lettrice che attende di sapere come Teresa ritroverà se stessa e proverà a fare i conti con il suo passato e i suoi antichi misteri.

 

Autore: Chiara Moscardelli

Editore: Giunti

Anno di pubblicazione: 2018

Pagine: 320 p., Brossura 

Genere:  Narrativa italiana

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 16+

 

Che cosa avrebbe fatto della sua vita ancora non lo sapeva, ma era certa che almeno a Strangolagalli avrebbe avuto un po’ di pace. A questo pensava mentre percorreva le viuzze di quella strana cittadina dalla forma circolare, annusando l’aria familiare, gli odori, riempiendosi gli occhi di immagini a lungo dimenticate. Non aveva idea di quanto si stesse sbagliando.

” Come si fa a credere a quel che dice una moglie? E tu dovresti saperlo meglio di chiunque altro! Avrà cambiato idea all’ultimo. Che poi è tipico di voi donne…

V.

#17 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Pezzettino

Leo Lionni

 

 

 TRAMA

Pezzettino è in cerca della propria identità. Pezzettino è talmente piccolo in confronto ai suoi amici che si convince di essere un pezzetto di qualcun altro, un pezzetto mancante. Ma di chi? Decide così di partire per scoprirlo: domanda invano a Quello-Che-Corre, a Quello-Forte, a Quello-Che-Nuota, a Quello-Che-Vive-Sulle-Montagne e a Quello-Che-Vola. Quello-Saggio infine, gli suggerisce di andare all’isola Chi-Sono dove finalmente scopre la sua vera identità e si tratta una bellissima sorpresa… 

Così comincia una ricerca che, alla fine, lo porterà a esclamare al colmo dello stupore e della felicità: “Io sono me stesso!”.

 

RECENSIONE

Ancora attualissimo Leo Lionni, scrittore e illustratore olandese trasferito e coniugato in Italia. Nel 1975 scrive ed illustra “Pezzettino”.

Pezzettino non si sente compiuto e vaga alla ricerca della sua parte mancante, sospeso tra l’essere e il non essere. A tutti quelli che incontra propone di completarli ma, ahimé…. essi si sentono già completi e capaci di imprese eccellentii.

Quando Pezzettino comincia a perdere la  speranza di trovare il suo posto nel mondo, incontra il  saggio della montagna che lo in dirizza verso l’isola del “Chi sei”, e lì……succede qualcosa di imprevedibile, Pezzettino cade e si rompe in mille pezzi così, trovandosi scomposto, capisce l’unicità dell’insieme che rappresenta. Egli non è il pezzettino di qualcun altro……lui è Pezzettino. scoprendo sè stesso scopre la felicità. Un libro per capire come ognuno di noi sia unico e irripetibile e, volendo anche per giocare creando un simpatico puzzle con i vostri bambini.

Autore: Leo Lionni

Editore: Babalibri

Anno di pubblicazione: 2006

Pagine: 36 p., ill. , Brossura 

Genere:  Bambini e ragazzi

ETA’ DI LETTURA CONSIGLIATA: 4+

 

Elisabetta

#16 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

EMANUELA NAVA

 

 

SOGNANO L’INDIA – Piemme Junior – 2003

Khurshid ha undici anni e vive in Italia. Il suo nome vuol dire ‘sole’ e l’India, il paese in cui è nato, è piena di sole e di storie magiche. L’Italia all’inizio gli sembra fredda e silenziosa come la neve. Non sarebbe meglio tornare a scaldarsi al sole dell’India? Forse no, perché in Italia ci sono il calcio, il Natale e una mamma con la faccia da strega che fa ridere a crepapelle e sa raccontare bellissime storie.

CHI E’ STATO – Lapis – 2007

Da un imprevisto nasce un’amicizia! Ecco cosa succede quando ci sono un bambino, il suo pupazzo e quattro allegri ladruncoli… Un libro che offre ai più piccoli la possibilità di leggere ancor prima di imparare a leggere. Le immagini ricche di dettagli permettono infatti di seguire facilmente lo svolgimento della storia, nonostante la totale assenza di testi. 

L’ALBERO E IL BAMBINO – Piemme Junior – 2009

C’era un albero e c’era un bambino… L’albero, potente e silenzioso, osserva il bambino inventarsi ogni giorno un gioco nuovo. Passano le stagioni e, mentre le foglie crescono, muoiono e rinascono, il bambino diventa grande. Parte per un lungo viaggio ma sa che il suo amico sarà sempre lì ad aspettarlo. 

MAMMA NASTRINO, PAPA’ LUNA – Piemme Junior – 2006

Le mamme possono fare le astronaute, le dottoresse o le esploratrici, i papà possono andare in Africa a dorso di cammello o in America a ballare con gli indiani… non importa quanto siano lontani, perché il loro cuore è sempre in un posto: a casa, dai loro bambini! 

DOVE SI NASCONDONO I BAMBINI – Piemme Junior – 2007

Dove si nascondono i bambini prima di nascere? Nelle uovo di cioccolato? Nei cassetti delle calze? Nei campanelli delle bicilette? Nelle custodie dei violini? O forse sul pianeta 1-2-3 Stella?

UNA STORIA BELLISSIMA – Carthusia – 2008

Un viaggio sul pianeta Terra attraverso le emozioni che gli elementi naturali sanno suscitare. Un viaggio fatto di colori, profumi, silenzi e suoni, raccontato con le parole di una scrittrice e le immagini forti ed evocative dei bambini. “Una storia bellissima” nasce dall’incontro tra un illustratore naturalistico, Gionata Alfieri, 51 bambini delle classi di prima elementare della scuola Primaria “E. De Amicis” di Marcallo con Casone e una scrittrice, Emanuela Nava. Emanuela Nava ha scritto i testi e i 51 bambini, sotto la guida di Gionata Alfieri, hanno realizzato i disegni. 

Makeda e il re bambino : il Museumgrandtour racconta ai ragazzi di popoli e territorio – Carthusia – 2009

Dalla lontana Etiopia, dal leggendario viaggio della principessa Makeda e dalla proverbiale saggezza del Re Bambino inizia il lungo viaggio che ci riporta a casa. Museumgrandtour è il più grande sistema museale Territoriale Lazio ed è una rete che riunisce musei e siti archeologici di 17 comuni, di cui la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini è l’ente capofila. Il suo obiettivo è valorizzare il patrimonio storico-artistico, archeologico, demoantropologico, scientifico e culturale dell’area attraverso la cooperazione tra gli istituti del territorio. Questo volume, in formato pieghevole, è parte di una collana di quattro titoli ideati per promuovere tale patrimonio

Giardino comanda color : a spasso tra suoni, profumi, emozioni in quattro giardini d’arte e d’incanto – Carthusia – 2009

Che colori comanda oggi la strega? Il verde della natura che abbraccia tutti. L’azzurro del cielo che si riflette negli specchi di Niki. Il bronzo dei quadri trappola di Daniel sospesi tra la pioggia e la neve. Il ferro delle sculture di Paul che suonano tra i soffi del vento. Il colore di tutti i materiali poveri di Rodolfo, arte oltre il tempo e lo spazio. Benvenuti Signori Bambini tra i colori dell’arte e della natura. Benvenuti tra le sculture da abitare. Benvenuti nei quattro giardini magici, dove l’acqua balla e il vento trema. Benvenuti: le porte si aprono per voi. 

 

 

Emanuela Nava è nata a Milano, dove vive e lavora. È stata sceneggiatrice tv. Ha pubblicato e pubblica numerosi libri per la letteratura dell’infanzia con le più importanti case editrici italiane. Ha lavorato per cinque anni nell’Equipe dell’Albero Azzurro, il programma tv della Rai per i più piccoli. E’ formatrice e si occupa da tempo di preparare alla lettura a voce alta per adulti. E per i bambini che avranno poi il piacere di ascoltarli. Quelli di Emanuela Nava non possono essere definiti corsi“teatrali”: “non impariamo a recitare, ma solo a comprendere la verità dell’immaginazione. Poi se si vuol recitare, utilizzare vocine e vocioni, va tutto bene, purché lo si faccia solo dopo avere compreso la potenza che hanno le parole”.

 

Quando i bambini dormono, 
E la luna e le stelle illuminano le case, 
Nelle camere vibra la musica della Terra e del Cielo. 
Fruscii, sussurri, mormorii. 
Sono i giocattoli che sognano i sogni dei bambini: 
Altalene, scivoli, corse matte alla luce del sole. 
La bellezza del mondo non va mai a dormire.