#35 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Rosa Ventrella

LA MALALEGNA

TRAMA

La Malalegna , scritto da Rosa Ventrella, autrice barese, racconta di un Sud povero e coraggioso, ma soprattutto oppresso da latifondisti senza cuore, come il barone Personè nella storia.

La vicenda si dipana in Puglia, nella Terra D’Arneo, in una Copertino degli anni Quaranta, dove Teresa e Angelina crescono in una famiglia di braccianti agricoli. Sono due sorelle agli antipodi, silenziosa e triste Teresa, allegra e sognatrice Angelina. Amano ascoltare incantate i racconti dei nonni davanti al caminetto di casa, sono storie antiche di briganti, lupi e mammane. Arriva la guerra e il padre è costretto a partire. La situazione della famiglia si fa sempre più difficile e Caterina, la madre, donna bellissima, per mantenere le figlie deve cedere a un terribile compromesso. Le donne della famiglia aspettano il ritorno del figlio, marito e padre combattendo quotidianamente la fame, le malelingue, le sofferenze e le umiliazioni. Finché un giorno…

A raccontare la storia di famiglia è Teresa, che sopravvive alla sorella morta giovane e che così realizza il desiderio del padre di raccontare la sua storia. Teresa, ricostruendo la parabola della sua famiglia, ricostruisce anche dieci anni della Storia d’Italia, dalla Seconda guerra mondiale alle lotte dei contadini salentini per strappare le terre ai padroni nel 1950.

RECENSIONE

La malalegna, il pettegolezzo che passa di bocca in bocca e infetta la vita delle persone. Una vera e propria malattia dell’animo umano che, come fumo nero, si insinua nella vita della famiglia Sozzu, protagonista della storia. Una storia dolorosa, piena di rancore, rimorsi e speranza. La Ventrella ci mostra il lato peggiore dell’animo umano e di un paesino in cui basta poco per restare vittime delle maldicenze. Fulcro della vicenda è sia il rapporto tra Teresa e Angelina, sia la condizione femminile e familiare in un’epoca nella quale la povertà era dilagante. Le sorelle da bambine conoscono la sofferenza, la guerra e i suoi effetti deleteri. Da ragazzine sono costrette a piegarsi ai soprusi e ad ammettere che esiste la legge del più forte. Da donne si ritrovano in un paese dalla mentalità semplice e contadina, dove tutti sanno tutto di tutti e sono pronti a puntare il dito e a giudicare senza conoscere cos’è davvero accaduto in nome di quella malalegna che sa essere davvero crudele. Il lettore apprezzerà il lavoro della scrittrice grazie alla sua prosa coinvolgente ed evocativa, oltre che scorrevole e delicata, per un romanzo corale e di formazione dal gusto dolce amaro.

 

Autore: Rosa Ventrella

Editore: Mondadori

Anno prima pubblicazione: 2019

Pagine: 276 p.

Genere: Narrativa

Età lettura consigliata: 18 +

 

CITAZIONI

“Ora so che è per questo che io sono rimasta. Per raccontare la storia di tutti noi. Chiano chiano – come diceva nonna Assunta –, partendo dal principio. «E da dov’è che inizi?» mi domanda mio padre. […] «Dalla malalegna» gli rispondo. È di lì che devo partire. Da quando si è insinuata nelle nostre vite.

“Angelina era attratta dalla bellezza. La inseguiva già da allora. Era la bellezza a farla uscire dal dagherrotipo in bianco e nero che ritraeva la nostra vita, a darle colore.”

PS

#34 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Roberto Saviano

LA PARANZA DEI BAMBINI

TRAMA

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. 
La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino.
Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze “ingannate dalla luce”, e di morti che producono morti.

RECENSIONE

“La paranza dei bambini”, pubblicato da Feltrinelli nel 2016 è un romanzo dello scrittore, giornalista e sceneggiatore Roberto Saviano.
Nonostante sia un libro interamente di finzione, è facile riconoscersi negli ambienti e nei personaggi, in quanto ispirato a fatti di cronaca, sul fenomeno della «pesca» dei ragazzini nella rete della camorra. 
In particolar modo prende spunto dalla vicenda del “babyboss” della cosiddetta paranza dei bambini di Forcella, Emanuele Sibillo, che nel 2015 insanguinò le strade del centro storico di Napoli durante una faida con il clan rivale.
La storia tratta di  dieci ragazzini, legati da un sentimento fraterno e, cresciuti troppo in fretta tra armi,
droga e soldi che scelgono di intraprendere la vita malavitosa, piuttosto che vivere con spensieratezza la loro adolescenza.
Il protagonista Nicolas, detto ‘OMaraja, è pronto a tutto pur di far carriera nel Sistema e farsi notare dai “pescigrossi”di questa rete.
Così i“paranzini” trascorrono i pomeriggi ad allenarsi sui tetti a sparare alle antenne per affinare la mira, girando per i quartieri della loro città sui motorini e mostrando quell’aria da bulli per prendere il controllo e il rispetto dei poveri cittadini terrorizzati dalle loro scorribande.
Ma chi vuole i soldi che danno il potere deve essere prontoa tutto, e questo i nascenti mafiosi lo sanno
bene. Proprio per questo motivo passano all’azione vera, mettendo in atto estorsioni, traffico di droga e di persone, fino ad arrivare ad uccidere.
Bambini con la mentalità di adulti cresciuti, intrappolati in una trama sociale intrisa di potenti meccanismi malavitosi, nonostante il vano tentativo delle famiglie, che cercano tutti i giornidi far percorrere ai loro figli le giuste strade. È un totale fallimento per questi genitori che, frequentemente, sono costretti ad assistere
oltre, alle azioni pericolose e sbagliate dei loro bambini, crimini che potrebbero portarli dritti al riformatorio, al prematuro abbandono scolastico.
Il romanzo sottolinea come la vita a Napoli non sia facile e come la Camorra abbia ancora radici in grado di attecchire facilmente in una terra di giovani senza sogni e prospettive (se non quella del denaro facile ma sporco).
Nuove leve pronte a tutto per avere fama e potere, decisi anche ad ammazzare chiunque ostacoli il loro spietato cammino.
Linguaggio diretto, crudo e pungente quello utilizzato da Saviano. La scelta stilistica del dialetto napoletano nei dialoghi fa ancora di più immedesimare il lettore nel romanzo. La perdita dell’innocenza è al centro della storia raccontata da Saviano, che ha scelto proprio la forma di un romanzo di finzione per approfondire i personaggi e avere la libertà di immaginare quello che pensano.

 

Autore: Roberto Saviano

Editore: Feltrinelli

Anno prima pubblicazione: 2016

Pagine: 352 p.

Genere: Narrativa

Età lettura consigliata: 18 +

CITAZIONI

E ti pare che io mi metto paura di un bambino come te?
Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo.

 

CB

#33 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Stephen King

22/11/63 

TRAMA

Il 22 novembre 1963 tre spari risuonarono a Dallas. Il presidente Kennedy morì e il mondo non fu più lo stesso.

Se fosse possibile cambiare il corso della Storia, tu lo faresti? E quello che si domanda Jake Epping, tranquillo professore di Lisbon Falls, quando scopre che la tavola calda del suo amico Al nasconde un passaggio temporale che conduce al 1958.

Jake decide così di tornare ai favolosi anni Sessanta, e nel mondo di Elvis e James Dean si lascerà coinvolgere in una missione straordinaria: fermare Oswald e salvare Kennedy. Sovvertendo per sempre tutte le regole del tempo e della Storia.

RECENSIONE

Stephen King è lo scrittore dell’horror. I suoi libri hanno terrorizzato generazioni intere. Se cercate tuttavia un tale romanzo, questo libro non fa per voi.

22/11/63 è una storia che naviga nella storia.

King ci mette davanti a un quesito che tutti almeno una volta nella vita ci siamo posti: Se potessi tornare indietro nel tempo cosa farei? Cambierei qualcosa?

L’avventura dei viaggi del tempo, un mistero da risolvere, una missione da portar a termine e un amore complicato e travolgente che inciampa e sovverte tutti i piani, questi gli ingredienti principali dell’opera.

Un conflitto tra bene e male e la necessità di trovare un equilibrio.

Come in ogni buon libro anche qui c’è un nemico da sconfiggere, che però cambia ogni volta nel volto e nelle intenzione perché in realtà il vero avversario da affrontare è sempre lo stesso: l’immutabile Destino.

Il fiato rimane sospeso, il colpo di scena non è mai quello che ci si aspetta e le pagine scorrono una dopo l’altra senza riuscire a prevedere dove ci stia portato l’autore.

Autore: Stephen King

Editore: Sperling & Kupfer

Anno prima pubblicazione: 2011

Pagine: 767 p.

Genere: Fantascienza – Storico

Età lettura consigliata: 18 +

Adattamento Cinematografico: Miniseria televisiva, 8 episodi, 2016

 

CITAZIONI

Lei mi prende per mano come una donna in un sogno. Ed è davvero in un sogno, e anch’io. Come tutti i dolci sogni, sarà breve… ma la brevità è la chiave della dolcezza, no?”

“Non sappiamo mai su quali vite influiremo, o quando, o perché. Non finché il futuro divora il presente, almeno. Veniamo a saperlo quando è troppo tardi.”

“Le cose accadono per delle ragioni, ma a noi piace quella ragione? Molto di rado.”

 

E.P.

 

#32 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Darinka Montico

WALKABOUTITALIA

L’Italia a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni

 

TRAMA

Walkabout è la camminata che gli aborigeni compiono in età adolescenziale, da soli nel deserto, per riconnettersi con le origini ancestrali delle loro terre e conoscere se stessi. Con questo stesso intento, Darinka Montico, rientrata in Italia dopo anni trascorsi a viaggiare per il mondo, si è messa in cammino decisa a conoscere il Belpaese e a inseguire il suo sogno. Sola, senza soldi e con i piedi come unico mezzo di locomozione, Darinka ha attraversato l’Italia, dalla Sicilia a Baveno, il suo paese natale sulle sponde del Lago Maggiore, raccogliendo con entusiasmo e speranza anche i sogni delle persone che incrociavano i suoi passi, disposte a donarle un pezzetto di se stessi. Il suo cammino è diventato una piccola ricerca antropologica sui sogni o su ciò che ne è rimasto in una società caratterizzata sempre più dal materialismo e dalla superficialità. Dopo 2.910 chilometri, sette mesi e dieci giorni di cammino, Darinka è tornata a casa e il suo walkaboutitalia è diventato il tema di una conferenza TED e di un blog molto seguito.

RECENSIONE

È il racconto autobiografico di un viaggio a piedi alla ricerca di se stessa e alla scoperta di un Paese che l’autrice non conosceva bene. Una straordinaria avventura per le strade di tutta Italia con il solo aiuto di un cellulare. Sono tante le storie e gli episodi di ospitalità raccontati nel libro, man mano che il viaggio lungo lo stivale continua.
Simbolo-guida del viaggio è la costante presenza di una scatola magica che raccoglie i sogni di coloro che l’autrice incontra sul suo cammino: pezzi di vita affidati alla carta e gelosamente custoditi nella scatola.
Darinka è una ragazza solare, simpatica e piena di entusiasmo, lascia passare attraverso le pagine del libro tutte le sensazioni provate.
Mentre si legge si ha la sensazione di passeggiare al suo fianco e di sentire il vento che soffia sul viso. Lo consigliamo per una lettura fresca e piacevole con diversi spunti di riflessione, anche a lettori e lettrici giovanissimi.

Autore: Darinka Montico

Titolo: Walkaboutitalia

Anno prima pubblicazione: 2015

Editore: Edizioni dei Cammini

Collana: Wanderer

Genere: Letteratura di viaggio

Pagine: 187

Età di lettura consigliata: 16+

CITAZIONI

“Il passo 0 di questa follia. Strano, suona come tutti gli altri”.

“Allora mi chiedo, se si crede in Dio: qualsiasi Dio secondo i libri sacri è il creatore. Le montagne, i fiumi, i mari, laghi e vulcani sono opera sua. Forse allora invece di ripetere tremila Ave Maria, perché non evitare di buttare una lattina dal finestrino in rispetto del Signore?”.

 

EdS

#31 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Mario Desiati

TERNITTI

 

TRAMA

Niederurnen, cantone di Glarus, Svizzera, anni sessanta. In quegli anni quasi duemila abitanti dei comuni del Capo di Leuca migrarono per lavorare nell’omonima fabbrica di amianto, “Ternitti”, così i lavoratori meridionali, pugliesi e calabresi, chiamavano il terribile eternit che veniva fabbricato in Svizzera. Molti di questi lavoratori italiani oggi sono morti o, se sopravvissuti gravemente malati,  rappresentano la più grande e silenziosa tragedia dell’emigrazione italiana. Questa tragedia nel romanzo si intreccia con una combattuta storia d’amore, quella di Mimì, ragazzina ribelle, di Scorrano in Puglia, guidata nelle sue scelte dalle voci degli antenati e dalla voglia di emancipazione. Nella “casa di vetro”, la fabbrica abbandonata dove vivevano come bestie gli emigrati, Domenica Orlando, detta Mimì, incontra Ippazio, giovane operaio, che salta di vasca in vasca a rimestare eternit, ma in questo mondo canceroso una notte alla luce di un fiammifero accadde che…

RECENSIONE

Questo romanzo è il racconto toccante del massacro silenzioso che ha scavato nel profondo le carni di giovani lavoratori, di padri e madri che volevano dare un futuro ai loro figli senza sapere che stavano condannando se stessi ad una morte lenta e dolorosa. “Ternitti” si legge pagina dopo pagina, ti rapisce e ti fa amare personaggi e vicende narrate, e spinge il lettore ad accompagnare i protagonisti vivendo con loro sofferenze e soddisfazioni. L’energia interiore e la determinazione sono le doti che caratterizzano la protagonista Mimì e che sin dalle prime pagine lei mostra ai lettori con prepotenza. Mimì è una sorta di eroina moderna, che non teme la paura, la fatica, le malelingue che la perseguitano, gli uomini che la corteggiano e neanche la morte che le ruba le persone care: lei continua a vivere per il suo sogno. Con questo romanzo Desiati omaggia la donna vera, che si trova a vivere come emigrata in adolescenza rimanendo segnata per sempre da questa fase della sua vita. Non sappiamo se alla fine Mimì riuscirà a scampare all’inevitabile destino che ha consumato i suoi affetti, ma sappiamo con certezza che riesce a trovare nell’incontro col suo Amore la forza interiore per continuare a combattere serenamente le avversità che si abbattono sul suo popolo.

Autore: Mario Desiati

Titolo: Ternitti

Anno prima pubblicazione: 2011

Editore: Mondadori

Collana: Contemporanea

Genere: Romanzo

Pagine: 266

Età di lettura consigliata: 18+

CITAZIONI

“Mimì non era donna da essere amata dai poeti. Era troppo umana e troppo reale per essere trasfigurata da qualche scribacchino. Non era donna che poteva consegnarsi a qualche verso. A volte nulla per una donna è più offensivo di una poesia”

“Di solito in tardissima serata nel mare comparivano, accanto alle lampare dei pescherecci, piccole luci rosse come le spie degli aerei in volo, erano gli occhi elettrici dei gommoni e degli scafi che a una ventina di metri dalla riva sbarcavano nell’acqua scura i migranti”

“Il profumo del pomodoro fresco che si scioglie in un forno a legna, la terra bagnata di fine estate e i fichi della Serra che sanno di iodio, sale e nebbia” 

 

PS

IL VENTO DEI 20… A TUGLIE

In occasione del ventesimo anniversario di Nati per Leggere, l’Associazione “Amici della Biblioteca”, in collaborazione con Nati per Leggere Puglia, propone un calendario di iniziative da giugno a dicembre, con appuntamenti dedicati alla letteratura per l’infanzia e all’importanza della RELAZIONE, la parola chiave assegnata alla Regione Puglia dagli operatori e dai volontari NpL. Relazione con il libro, con la famiglia, con gli operatori, con gli esperti, con la comunità.

⭕1999-2019: 20 anni insieme⭕
Era il 1999 quando un gruppo si è ritrovato ad Assisi e ha gettato le basi per questa grande avventura. Da allora molta strada è stata fatta, NpL è diventato ‘IL’ programma italiano di promozione della lettura in età precoce e desideriamo festeggiare tutti insieme il percorso fatto in questi venti anni.
Il numero 20 guiderà il nostro anno di celebrazioni, spinto dal vento di cambiamento che NpL soffia forte e deciso.

〰INGRESSO LIBERO, E’ GRADITA LA PRENOTAZIONE〰

PER TUTTE LE INFO:
Associazione “Amici della Biblioteca”
+39 3500803963
info@amicidellabiblioteca.com

CHE COS’E’ NATI PER LEGGERE

♦Sviluppato assieme all’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino, il programma è presente in tutte le regioni italiane.

♦Propone gratuitamente alle famiglie con bambini fino a 6 anni di età attività di lettura che costituiscono un’esperienza importante per lo sviluppo cognitivo dei bambini e per lo sviluppo delle capacità dei genitori di crescere con i loro figli.

♦Le attività sono realizzate con il contributo economico del Centro per il Libro e la Lettura, delle Regioni, delle Province e dei Comuni partecipanti al programma, e grazie all’attività degli operatori dell’infanzia e dei volontari.
http://www.natiperleggere.it/il-vento-dei-20.html

 

#30 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Joël Dicker

GLI ULTIMI GIORNI DEI NOSTRI PADRI

Settant’anni dopo i fatti narrati, Gli ultimi giorni dei nostri padri è uno dei primi romanzi a evocare la creazione della SOE e a raccontare le vere relazioni tra la Resistenza e l’Inghilterra di Churchill

TRAMA

Londra, 1940. Per evitare la distruzione dell’esercito britannico a Dunkerque, Churchill ha un’idea che cambierà il corso della guerra: creare una squadra dei servizi segreti che lavori nella segretezza più assoluta, la SOE, Special Operations Executive. La SOE è incaricata di azioni di sabotaggio e intelligence tra linee nemiche: la novità è coinvolgere persone tra la popolazione locale più insospettabile. Qualche mese dopo, il giovane Paul-Emile lascia Parigi per Londra nella speranza di unirsi alla Resistenza. Subito reclutato dalla SOE, è inserito in un gruppo di connazionali che diventeranno suoi compagni e amici del cuore. Addestrati e allenati in Inghilterra, i soldati che passeranno la selezione verranno rimandati nella Francia occupata e scopriranno presto che il controspionaggio tedesco è già in allerta… L’esistenza stessa della SOE è rimasta a lungo un segreto. Settant’anni dopo i fatti, “Gli ultimi giorni dei nostri padri” è uno dei primi romanzi a evocarne la creazione e a raccontare le vere relazioni tra la Resistenza e l’Inghilterra di Churchill.

RECENSIONE

Dicker è riuscito a rendere umana la guerra ed è riuscito a farlo caratterizzando i suoi personaggi di sentimenti e valori che resteranno intatti nonostante le atrocità e le nefandezze degli Uomini contro gli Uomini. È proprio questa la sfida che dovranno affrontare i protagonisti: riuscire a restare Uomini, cioè umani, anche dopo aver subito la guerra e l’odio perpetrato da altri Uomini. Attraverso le vicende raccontate nel romanzo, l’autore mette in evidenza la straordinaria importanza dei sentimenti per l’umanità. È solo grazie all’amore e alla resilienza se l’umanità è riuscita a sopravvivere a se stessa. Così i protagonisti del libro si troveranno a scoprire il lato oscuro della propria personalità e al contempo il bene più profondo per gli Uomini. Dicker ha una scrittura profonda e leggera, complessa e diretta, semplice ma mai banale. Riesce a trasmettere al lettore sensazioni, profumi e atmosfere senza mai stancare e annoiare. Gli ultimi giorni dei nostri padri è un libro da leggere con attenzione e dedizione, quasi a perdifiato, poiché trasmette con estrema lucidità alle generazioni future gli effetti, negativi e positivi, della guerra sull’umanità.

 

Autore: Joël Dicker

Titolo: Gli ultimi giorni dei nostri padri

Anno prima pubblicazione: 2017

Editore: Bompiani

Collana: Tascabili narrativa

Genere: Romanzo storico

Pagine: 464

Età di lettura consigliata: 18+

CITAZIONI

-“Il sogno permette a chiunque di sopravvivere. Chi sogna non muore mai, perché non dispera mai. Sognare significa sperare.”

-“Nessuno vuole ribellarsi, nessuno: la ribellione imbarazza la gente.”

-“Soffrirai profondamente, fratello mio, quando scoprirai quanti nostri simili sono contagiati dall’odio – anche tra i nostri amici, anche tra i nostri parenti, te l’ho detto. E sai perché? Perché sono vigliacchi. Ma un giorno la pagheremo, la pagheremo per non aver avuto il coraggio di drizzare la schiena, di urlare contro le azioni più infami.”

-“Era stata indubbiamente quella la prova più difficile, sopravvivere al disastro dell’umanità, non rassegnarsi e tener duro. Le torture sono torture: fanno male – un po’, molto… – ma poi il dolore scompare. E lo stesso con la morte: la morte è soltanto la morte. Ma vivere da Uomo in mezzo agli uomini, invece, era una sfida quotidiana.”

-“Il mondo è troppo piccolo perché si possa giurare di non rivedersi mai più. Si perdono di vista solo quelli che lo vogliono davvero.”

 

Bear Krustowsky

#29 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Roberto Piumini

STORIA A PUNTINI

Silvia è una bambina che adora le fragole. Il suo pappagallo dal trespolo non perde occasione per ripeterle: “Brava”. La sua mamma le prepara marmellate e ottime crostate… ma i puntini dove sono?

L’AUTORE

Roberto Piumini, nato a Edolo in Valcamonica nel 1947, vive tra Milano e Buonconvento presso Siena. È autore di libri dal 1978: romanzi, racconti, poemi, poesie e traduzioni. Per bambini e ragazzi è tra gli scrittori italiani più conosciuti e suoi testi sono tradotti all’estero. Per i lettori adulti è autore di romanzi e di fortunate raccolte di poesia. Ha tradotto i sonetti di Shakespeare per Bompiani e poemi di Browning per Interlinea. È stato fra gli autori e ideatori della trasmissione televisiva RAI L’Albero Azzurro.
Ha scritto e condotto le trasmissioni radiofoniche Radicchio e Il Mattino di Zucchero. Ha scritto e scrive testi per opere musicali, in collaborazione con musicisti italiani ed esteri. Ha scritto soggetti e sceneggiature per cartoni animati e cortometraggi. 
In campo poetico, da Feltrinelli è in uscita La nuova commedia. Per Interlinea ha pubblicato la raccolta di poesie Non altro dono avrai, oltre a libri per bambini nella collana “Le rane” (l’ultimo è La battaglia dei colori). Nel 2014 è uscita, sempre per Interlinea, la raccolta poetica I silenziosi strumenti d’amore, con una nota di Umberto Piersanti.
Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo anche Mi leggi una storia?, illustrata da Altan e uscita per Einaudi Ragazzi nel 2016.

 

RECENSIONE

Roberto Piumini pubblica nel 2008 “Storia a puntini”, un libro per l’infanzia illustrato magicamente da Manuela Trimboli attraverso disegni e fotografie “ritagliate” di oggetti vari……un po’ “particolari”.

“Bravaaaaa”questo è in grado di dire Pablo, il pappagallo della piccola Silvia che ha una grande passione per le fragole. La zia ha un grande giardino dove coltiva i golosi frutti, d’estate la piccola indossa il suo vestitino preferito, ovviamente decorato con tante fragoline, e va a raccoglierne nel bosco per poi gustarle in tutte le salse. Una mattina, mentre la bambina si lava i denti, nota un puntino rosso sul suo bel nasino: piano piano si riempie tutto il suo corpo! La mamma, allora, accompagna Silvia dal dottore che riscontra “un po’ di morbillo”; la bimba, dispiaciuta, pensa di non poter mangiare più fragole, ma la sua mamma la tranquillizza con una super sorpresa: la crostata di fragole!! La cosa che le piace di più al mondo!

Chissà, magari dopo aver letto questa coloratissima storia alle vostre bambine e ai vostri bambini potrebbe venirvi voglia di disegnare insieme una bella fragola tutta rossa e… a puntini.

Autore: Roberto Piumini

Titolo: Storia a puntini

Curatore: G. Casella, D. Valente

Illustratore: M. Trimboli

Anno prima pubblicazione: 2008

Editore: Coccole e caccole

Genere: Letteratura per l’infanzia

Pagine: 28

Età di lettura consigliata: 3+

 

 

Elisabetta

#28 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

Sergej Michajlovič Ėjzenštejn

LEZIONI DI REGIA

Le concezioni teoriche di Sergej Ėjzenštejn, indispensabili per avvicinarsi ai meccanismi dell’arte registica, sono state trascritte da uno dei suoi allievi e raccolte in questo volume, che riunisce l’eccezionale esperienza creativa del regista russo e l’esperienza storica di una delle piú innovative stagioni del cinema mondiale.

TRAMA

Le Lezioni di regia sono il frutto della trasposizione, avvenuta per mano dell’allievo Niznij, di alcuni degli insegnamenti impartiti dal regista sovietico Sergej Michajlovič Ėjzenštejn agli studenti del Gik, l’Istituto Statale di Cinematografia avente sede a Mosca. Gli argomenti oggetto di discussione sono: soluzione registica, messa in scena, scansione filmica, inquadratura e problemi di composizione.

 

RECENSIONE

Si tratta di una monografia particolarmente interessante in quanto l’impianto dialogico, avente una lontana ascendenza socratica, rende piacevole il confronto con le concezioni teoriche di colui che, limitatamente al contesto nel quale si trova ad operare, ama definirsi come «regista dalle venti teste».
L’intelaiatura adottata, inoltre, fa sì che la ricerca della soluzione al problema prospettato dal docente risulti appassionante per lo stesso lettore, giacché consente l’immedesimazione nella figura
dell’allievo coinvolto nel processo di apprendimento. Altra nota positiva è data dall’inserimento di rappresentazioni grafiche basilari, che agevolano nella visualizzazione delle diverse proposte avanzate. L’unico difetto è riscontrabile nella scelta di non includere, nello scritto, un campione esemplificativo di una «lezione a due voci», dal momento che avrebbe reso possibile la percezione della correlazione potenzialmente instaurabile tra il regista e un’altra figura professionale.

Autore: Sergej Michajlovič Ėjzenštejn

Curatore: Paolo Gobetti

Titolo: Lezioni di regia

Anno prima pubblicazione: 1964

Editore: Einaudi

Genere: Monografia

Pagine: 218

Età di lettura consigliata: 18+

DAL LIBRO

Le riproduzioni qui riportate costituiscono un esempio di divisione della messa in scena in nodi di montaggio; l’episodio oggetto di esercitazione è tratto dalla storia del movimento di liberazione dell’isola di Haiti e, nello specifico, è quello relativo al tentativo di cattura di Dessalines da parte delle autorità francesi.

 

 

 

 

 

 

Arwen Wayne

#27 LA PIAZZA DEI BOOKLOVERS

PAULLINA SIMONS

Il Cavaliere d’inverno

“Su uno sfondo così catastrofico emerge la storia d’amore dei nostri protagonisti Tatiana e Alexander, un amore che è talmente forte da andare oltre ogni difficoltà, oltre il dolore della perdita, oltre la fame e perfino oltre la morte.”

TRAMA
Leningrado, 1941. In una tranquilla sera d’estate Tatiana e Dasha, sorelle ma soprattutto grandi amiche, si stanno confidando i segreti del cuore, quando alla radio il generale Molotov annuncia che la Germania ha invaso la Russia. Uscita per fare scorta di cibo, Tatiana incontra Alexander, un giovane ufficiale dell’Armata Rossa che parla russo con un lieve accento. Tra loro scatta subito un’attrazione reciproca e irresistibile. Ma è un amore impossibile, che potrebbe distruggerli entrambi. Mentre un implacabile inverno e l’assedio nazista stringono la città in una morsa, riducendola allo stremo, Tatiana e Alexander trarranno la forza per affrontare mille avversità e sacrifici proprio dal legame segreto che li unisce.

RECENSIONE

“Il cavaliere d’inverno” è entrato nella mia libreria senza particolari aspettative. Era estate ed avevo voglia di leggere un bel romanzo. Non conoscevo l’autrice ma, ho sempre amato i romanzi storici e questo è bastato per dargli una possibilità. Mai e poi mai mi sarei aspettata che quel libro sarebbe diventato uno dei miei preferiti, da consigliare assolutamente!

La storia tra la giovane Tatiana e l’ufficiale Alexander è la storia di un amore epico, totalizzante, proibito ma a cui non si può fuggire.

Tatiana è una ragazza buona, instancabile, una sognatrice dolcissima ma con una forza dentro di sè incredibile. Alexander è un giovane uomo che scoprirete pagina dopo pagina. Burbero, affascinante, testardo ma allo stesso tempo premuroso. Io potrei descriverli così in poche parole ma, vi assicuro che Paullina Simmons è riuscita a dar vita a due personaggi reali, che cambiano a causa degli eventi ma che allo stesso tempo rimangono fedeli a se stessi e alle loro origini.

Uno sguardo alla fermata del bus fa scattare la scintilla, aziona i meccanismi innarestabili del destino e in pochi secondi inizia tutto. Pochi secondi sono bastati per far innamorare due persone ma allo stesso modo sono bastati a stravolgere le loro vite e quelle di una nazione intera. In quello stesso giorno, infatti, Hitler annunciava al mondo l’inizio delll’assedio della Russia da parte dei tedeschi. La guerra era alle loro porte e non avevano ancora idea di quanto ciò avrebbe sconvolto le loro vite. L’autrice sceglie di descrivere con grande attenzione e veridicità quello che è stata la Seconda Guerra Mondiale per coloro che hanno cercato di sopravvivere ad essa e per chi l’ha combattuta. La fame, il costante terrore di morire, la paura per le persone amate, l’ingiustizia e l’incertezza per il futuro. Il lettore viene completamente immerso nella Russia del 1941 e riesce a sentire tutto ciò attraverso i due protagonisti che da quella guerra non solo cercano di sopravvivere ma di vivere, l’uno per l’altra.

 

Autore: Paullina Simons

Editore: Rizzoli

Anno prima pubblicazione: 2003

Pagine: 700 p.- Brossura

Genere: Narrativa Straniera

Età Lettura consigliata: 18+

SEQUEL: Tatiana & Alexander / Il Giardino d’estate

 

CITAZIONI

“Mangiò in fretta e salì sul tetto; lì, si sedette a scrutare il cielo per avvistare gli aerei nemici. Ma, anche se fossero venuti a radere al suolo l’intera città, non se ne sarebbe accorta perché l’unica cosa che riusciva a vedere erano gli occhi appassionati di Alexander, l’unica cosa che riusciva a sentire era la sua mano sul cuore che le batteva forte”

“Se vuoi sapere chi sei poniti tre domande: in che cosa credi? In cosa speri? Che cosa ami?”

“La guerra era il caos cosmico, un disordine martellante che annientava lo spirito, che spazzava via gli esseri umani e li lasciava insepolti sulla fredda terra. Tatiana era l’ordine. Era materia finita in uno spazio infinito”

 E.P.